Modena, ragazzino rischia di morire strangolato
È ricoverato in Pediatria con la frattura dell’osso ioide. Il racconto della mamma disperata alla polizia che ora indaga
MODENA. I due figli di 11 e 16 anni che dovevano rientrare alle 19.30 e poi “scompaiono” sino alle due del mattino. Una mamma disperata che li cerca, che dapprima riceve messaggi poi è costretta a rintracciarli, girando per la città nei luoghi che solitamente i suoi figli frequentavano, contattando un loro amico, pure lui minorenne.
Bugie, silenzi, ore che passano, il genitore che minaccia di chiamare i carabinieri e poi, alla fine, alle due del mattino, la mamma rivede i suoi figli. L’undicenne è sconvolto, pallidissimo, non si sente bene e si era fatto la pipì addosso. La mamma scopre che era successo qualcosa di terribile, che il suo bimbo piccolo con ogni probabilità aveva rischiato di morire soffocato, finendo strangolato in uno stupido e rischiosissimo gioco. Qualcuno, un amico più grande, almeno stando al racconto del ragazzino, lo aveva afferrato al collo stringendo così forte che ormai stava per svenire e che il gioco era finito solo per l’intervento del fratello, che lo ha strappato alla morsa micidiale.
UNA RICOSTRUZIONE DEI FATTI CONTRADDITTORIA. Ora questo ragazzino è ricoverato in Pediatria al Policlinico, dove è stato portato verso le 4, nella notte tra sabato e domenica. Ha riportato la frattura dell’osso ioide (che si trova alla radice della lingua, a livello della quarta vertebra cervicale) e presentava alcuni lividi all’altezza del collo.
La polizia è stata subito informata della vicenda, la mamma ha raccontato tutto il caso e ora la squadra Mobile della Questura modenese sta indagando dopo aver informato la Procura. Con ogni probabilità sono già stati ascoltati sia l’amico minorenne che l’altro, il maggiorenne, quello alla fine indicato come il presunto autore del tentato strangolamento, del gioco violento che poteva finire in tragedia.
Comunque sia, al vaglio degli inquirenti c’è tutto un lungo periodo ancora oscuro e sul quale sarà necessario fare chiarezza per ricostruire questa vicenda: dieci ore, dalle 16 di sabato alle due del mattino quando finalmente la mamma ha potuto riabbracciare i suoi due figli.
Il genitore infatti ha spiegato alla polizia che i suoi ragazzi le avevano detto, verso le 16, che uscivano e che sarebbero stati di ritorno verso le 19.30. Era sabato pomeriggio, erano insieme, nulla di male, ora fra l’altro le giornate sono più lunghe e resta luce sino a tardi. Ma verso le 19.40 ecco la prima avvisaglia: alla mamma arriva un messaggino, i ragazzi dicono di aver perso l’autobus e che dal centro si stavano incamminando a piedi verso casa.
TELEFONINI MUTI POI LE BUGIE. E IL RAGAZINO E' GRAVE. Comincia a salire l’angoscia: passate le 20 la mamma chiama sul cellulare e non ha risposta. Verso le 22 arriva un altro messaggio: «Siamo da un nostro amico, ci siamo fermati qui. Fra un po’ arriviamo».
È qui entra in campo in questa vicenda anche un altro ragazzo, un coetaneo del figlio più grande della signora che, sapendolo un caro amico del maggiore, lo raggiunge al cellulare e chiede spiegazioni.
Cominciano i misteri: prima al cellulare dell’amico risponde un’altra voce, poi questo amico si chiama fuori dicendo di aver aveva salutato i due verso le 20. A questo punto la mamma disperata inizia a cercare i figli facendo la ronda tra i posti abituali frequentati dai due. Manda intanto un messaggio all’amico facendogli capire che avrebbe chiamato le forze dell’ordine.
A mezzanotte alla mamma arriva una telefonata: è il suo 16enne che dice di esser davanti a casa. Ovviamente il genitore arriva in tutta fretta ma non trova nessuno. Che accade? La mamma si rimette a girare e richiama l’amico dei due, urla disperata di mandargli a casa i figli. Alle 2 ecco che i figli arrivano a casa. La mamma ha spiegato alla polizia come si sia accorta subito che il più piccolo, l’undicenne, era sconvolto e che era tutto bagnato di urina e poi ciò che lo stesso figlio le ha raccontato e cioè che un ragazzo grande, amico del fratello, lo aveva preso per il collo da dietro stringendolo forte e che lui era mezzo svenuto.
E' STATO SALVATO DAL FRATELLO. Il fratello allora, ha detto l’undicenne. lo ha salvato strappandolo dalla morsa. In effetti, come è poi risultato in ospedale, la morsa era stata piuttosto forte e pericolosa, tanto da provocare la frattura dell’osso ioide. La mamma allora ha portato al pronto soccorso il figlio, non prima di aver acquisito dall’amico dei figlio dati utili e generalità del presunto autore della violenza, pare un maggiorenne.
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