Gazzetta di Modena

Modena

E' boom a Modena: “Compro auto usate”, pagamento cash

di Ambra Prati
E' boom a Modena: “Compro auto usate”, pagamento cash

Nei parcheggi proliferano questi bigliettini da visita.Tutto lecito? Dipende da ciò che accade ai veicoli una volta all’estero

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Quattromila euro in contanti per un’auto di appena tre anni: è quanto ci ha offerto un “Compro auto usate” per una utilitaria. Compravendite lecite, sia chiaro, se l’auto viene regolarmente saldata e se le parti procedono al passaggio di proprietà: ma, al di là dello sfruttamento dello stato di bisogno di gente disperata, disposta a vendere la vettura per pochi soldi cash, si tratta comunque di un fenomeno poco conosciuto e ancora meno monitorato, che può essere un paravento per altri tipi di affari una volta che il veicolo giunge all’estero.

LA PROVA. Ognuno di noi, tornando nel parcheggio dove ha lasciato l’auto, avrà trovato almeno una volta nella vita un bigliettino da visita con l’offerta di acquisto della macchina. Abbiamo provato a telefonare al cellulare di uno di questi acquirenti, che recitava così: «Sarei interessato all’acquisto della sua autovettura. Anche con tanti km, incidentate, fuse senza garanzia e anche con fermo amministrativo. Pagamento in contanti. Mi contatti, Mario» (il nome è senza alcun dubbio di fantasia, ndr). Al telefono, fingiamo di voler vender una utilitaria della Lancia. La reazione dello sconosciuto dall’altro capo del telefono, non è delle più concilianti. «Non mi interessa, non trattiamo questo tipo di macchine, troppo vecchie». Precisiamo con stupore che in realtà la macchina ha solo tre anni, è stata comprata nuova nel 2013. Dopo essersi informato sul chilometraggio, l’interlocutore - che, nonostante il nome italiano, ha un accento che pare africano - è perentorio e sbrigativo: «Io posso darle 4 mila, 4.500 euro. Le va bene?». Provo a tirare sul prezzo, facendo presente che l’utilitaria tre anni fa è costata 14mila euro e la somma ci pare esigua. «Non ce la faccio a pagarla di più, i documenti e le pratiche per mandarla all’estero costano. Se le va bene il prezzo ci vediamo, altrimenti è inutile che mi faccia perdere tempo».

Fingiamo di essere d’accordo sul prezzo giusto per fissare un appuntamento, perciò accettiamo. «Allora ci incontriamo - afferma lo sconosciuto - io guardo l’auto cinque minuti e se le va bene il prezzo la pago in contanti, lei la porta a casa e procediamo subito alla voltura». L’interlocutore - che assicura che il sistema è del tutto legale - poi però non si è presentato all’appuntamento fissato per la mattina seguente nel parcheggio di un noto centro commerciale, né ha più risposto al cellulare.

COSA DICE LA LEGGE. Facile, semplice e veloce: l’ideale per chi necessita di un guadagno immediato, anche se non proprio remunerativo, visto il profitto prendere o lasciare, inferiore rispetto a quanto pagherebbe una concessionaria. Tutto a posto, dunque? Non proprio. Intanto la distribuzione dei bigliettini, come qualsiasi tipo di volantinaggio, da regolamento della polizia municipale dev’essere fatta brevi manu, cioè consegnata di persona, altrimenti è prevista una sanzione amministrativa; una questione accessoria, quest’ultima, visto che coloro che eseguono materialmente l’opera di volantinaggio sono di solito l’ultimo anello della catena del business, galoppini assoldati e sottopagati. Più fondamentale invece il nodo che il titolare acquirente deve essere in possesso di una licenza comunale e registrato alla Camera di Commercio. Con le norme di semplificazione burocratica introdotte dal governo Renzi non si tratta più di vere e proprie licenze, bensì di semplici comunicazioni, fatte dai singoli, dell’inizio di attività di compravendita: in pratica, autocertificazioni dalla verifica inesistente. E negli ultimi tempi tra Modena e Reggio Emilia le comunicazioni di apertura di queste attività, sia per quanto concerne le auto vetture che per i motocicli sono andate aumentando. Nella dichiarazione unilaterale non viene specificato, però, specificato se la vendita è verso l’estero oppure no, quindi il dato di per sé rimane poco eloquente.

VOLTURE. Anche ammesso (e non concesso) che il compratore sia in possesso di regolare licenza, una volta trovato l’accordo tra le parti occorre procedere alla voltura, cioè al cambio di intestazione della vettura: il luogo deputato è il Pra (pubblico ufficio automobilistico, l’ex Motorizzazione) che a Modena si trova lungo la tangenziale Galilei. Il passaggio di mano costa almeno 500 euro - qualcosa di più se ci si affida all’Aci, che trattiene una commissione - e tra l’altro, nel momento in cui viene siglata la voltura, decade automaticamente l’assicurazione (la polizza è nominale, in tal modo il proprietario che ha ceduto il mezzo se la può far rimborsare): non a caso l’assenza di tagliando viene considerato dalle forze dell’ordine come una inadempienza sospetta, spesso “spia” di ben più gravi reati.

POSSIBILI ILLECITI. La polizia stradale chiarisce che, se avviene il pagamento (escludendo quindi l’ipotesi di truffa con assegni post-datati o a vuoto) e la disimmatricolazione al Pra, la compravendita è lecita e il guadagno indubbio, aggiungiamo noi.

Numerose, ma al di fuori della normativa della Polstrada, sono le casistiche dei possibili traffici al confine della liceità che si compiono sui veicoli una volta fuori dall’Italia: si può cambiare il telaio e metterlo su un veicolo rubato ripulendo l’auto, le vetture incidentate possono essere smontare per rivendere i singoli pezzi come nuovi, per le auto sotto fermo amministrativo (solo se il fermo riguarda debiti, non violazioni del codice della strada) si “aggira” il riscatto. «Il fenomeno non è sotto la nostra osservazione perché non abbiamo mai ricevuto denunce o segnalazioni in tal senso», spiega la Polstrada.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google