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Gioco della morte, c’era un adulto. Indagato un 26enne di Carpi

di Stefano Totaro
Gioco della morte, c’era un adulto. Indagato un 26enne di Carpi

La vicenda dell’11enne che ha rischiato di morire strangolato: sentiti il fratello e l’amico minorenne La procura apre l'inchiesta e dispone la consulenza tecnico legale.

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MODENA. C’era anche un adulto quando è stato fatto “il gioco della morte” al ragazzino di 11 anni ora ricoverato in pediatria al Policlinico. Si tratta di un ventiseienne di Carpi che sarà a breve ascoltato dagli investigatori modenesi che stanno cercando, dopo la denuncia della mamma del ragazzino, di far luce su questa vicenda dai tanti lati oscuri. L'uomo - come ha confermato il procruatore capo della repubblica di Modena Lucia Musti - è ora indagato con l'accusa di lesioni aggravate. Saranno anche disposte delle perizie tecnico legali per ricostruire cosa esattamente sia accaduto, attraverso l'esame del bimbo. "Saremo durissimi se emergeranno dei reati commetti nei confronti del bimbo" ha aggiunto il procuratore.

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In base a quanto hanno raccontato sia il fratello 16enne che l’amico coetaneo, il ragazzino sarebbe stato sottoposto ad un gioco, il cosiddetto “strangolino”, quel rituale in voga anche tempo fa tra gli adolescenti per procurare “cinque secondi di paradiso”, ovvero una morsa al collo, una stretta forte sino a far perdere i sensi alla vittima per poi, allentando la presa e facendo rifluire il sangue, la vittima si riprende.

L’11enne è ricoverato presso il reparto di Pediatria a causa della frattura dell’osso ioide, che si trova alla radice della lingua, a livello della quarta vertebra cervicale. Una frattura in un collo dove erano evidenti alcuni lividi e che suggellava, almeno stando al racconto, alla confessione fornita alla madre dall’undicenne sconvolto, quanto era avvenuto, mentre si trovava in compagnia del fratello di 16 anni, e di altri due amici del fratello maggiore, un minorenne e un maggiorenne. E che cioè lui era stato preso, afferrato da dietro al collo e che a causa della morsa lui era mezzo svenuto

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Soltanto il rapido intervento del fratello, ha detto al genitore, lo avrebbe salvato dallo strangolamento. Questo è ciò che la mamma ha raccontato alla polizia denunciando tutto l’accaduto, raccontando una vicenda dai tanti lati oscuri: i suoi figli di 11 e 16 anni che escono alle 16, poi raccontano di arrivare tardi, poi spengono i cellulari, poi un loro amico che risponde alle chiamate disperate della madre dicendo di non sapere nulla, la mamma gira per tutta la città alla ricerca dei figli, finchè, dopo altre telefonate all’amico, quando ormai sono le due di notte, mamma e figli si incontrano.

L’11enne, che si era fatto la pipì addosso, dice che un ragazzo più grande lo aveva preso per il collo. La polizia, raccolta la denuncia della mamma e davanti ad una prognosi di 30 giorni, indaga: ha ascoltato il fratello e l’amico del fratello, coetaneo. Hanno subito detto che si trattava di uno scherzo, del “gioco della morte” E hanno detto che ad agire era stato un ragazzo più grande, un 26enne che abita a Carpi. La polizia ha le generalità di questo giovane: sarà sicuramente sentito in modo da chiarire la sua posizione in questa oscura vicenda. La procura valuterà se prendere o meno provvedimenti.

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