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Opposizioni unite: «Ferioli non si candidi»

Opposizioni unite: «Ferioli non si candidi»

Platis: «Troppi scandali nella Bassa e da decenni ormai si parla dei rapporti tra politica e associazioni»

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Mentre il Pd continua a tacere, lasciando nel mare in tempesta i suoi assessori e il sindaco Ferioli - che dei “dem” non è iscritto, ma dai quali è supportato - le opposizioni continuano a martellare sugli avvisi di garanzia inviati a metà giunta.

«Ha resistito all’inchiesta Aemilia Ferioli, alle relazioni dei commissari prefettizi, graziato dal commissariamento e neppure il Duca di Modena, Muzzarelli, nonostante il suo giudizio avverso, era riuscito a farlo cadere - tuona Antonio Platis di Forza Italia - Ma neppure il blitz dei carabinieri in Comune scalfisce la fede cieca del Pd in Ferioli. Negli ultimi anni, il territorio è stato teatro di diversi misfatti. Penso Cpl Concordia con accuse pesantissime: legami con le cosche, tangenti, finanziamenti sospetti; fango sulla Cispadana lanciato dalla “cricca” nell’inchiesta Grandi Opere; Aemilia dove alcuni Comuni si erano perfino dimenticati di costituirsi parte civile. Abbiamo scoperto come sia stato “facile” far crescere una montagna di amianto a San Felice senza che nessuno riuscisse a fermare lo scempio e come strategici personaggi dentro le Amministrazioni riuscissero a condizionare gare ed appalti. Oggi, ecco i rapporti con associazioni e volontariato. Da quando avevo i calzoni corti - ironizza Platis - il centrodestra si è sempre interrogato su quale fosse il confine tra Partito, Amministrazione, Associazioni, cooperative...».

«Ora Ferioli ritiri la sua candidatura», fa eco Valentina Mazzacurati, responsabile Forza Italia Giovani mentre la Lega incalza con il segretario regionale, Luca Vinci e il capogruppo in Regione, Alan Fabbri (foto a sinistra): «La squadra di governo del Pd viene travolta da un nuovo scandalo. È ora che il Partito faccia chiarezza al proprio interno, sui propri tesserati e amministratori, che continua ad appoggiare».

«Siamo alle porte di un nuovo blocco di ogni attività amministrativa - aggiunge il candiato sindaco di Rifondazione Comunista, Stefano Lugli (foto a destra) - le cui conseguenze saranno devastanti per la ricostruzione e l’ordinaria attività del Comune. Oggi l’unico interesse della città è quello di ritornare ad un’amministrazione guidata con competenza e rigore. Finale non può perdere altro tempo: la data del 5 giugno per andare al voto deve essere rispettata. Invito, quindi, il Pd a non rinviare il voto con le dimissioni del sindaco, o la sfiducia alla giunta, e il commissariamento del Comune. Eviti l’inopportuna ricandidatura di un sindaco e di una maggioranza che hanno dimostrato di non essere all’altezza».

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