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Palazzo Bper da abbattere Rinascerà tutto di vetro

di Gaetano Cervone
Palazzo Bper da abbattere Rinascerà tutto di vetro

Cavezzo. Lo stabile è ancora puntellato dalle scosse del 2012 e sarà ricostruito Anche il Comune tra i proprietari. Il sindaco Luppi: «Entro l’anno ruspe in azione»

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CAVEZZO. È l’ultimo simbolo di quel maledetto maggio del 2012, l’edificio che del terremoto ancora riporta ogni singola ferita tra impalcature per la messa in sicurezza e lavori mai iniziati. Ma finalmente - entro l’anno - il palazzo della Banca popolare dell’Emilia Romagna di via Cavour sarà abbattuto per essere poi ricostruito con una facciata tutta nuova in vetro e la presenza di portici che circonderanno l’edificio sul lato di via Volturno e sulla stradina che porta in piazza Don Giuseppe Zucchi.

Il Comune di Cavezzo ha infatti ultimato l’iter progettuale caricando così sulla piattaforma Sfinge - il sistema voluto dalla Regione per accedere ai finanziamenti della ricostruzione industriale e commerciale - il progetto esecutivo del condominio “Greta” la cui proprietà è divisa tra l’amministrazione, la Banca e diverse famiglie. Una situazione ibrida che ha reso così i tempi di avvio dei lavori molto lunghi, anche perché l’edificio - seppur malconcio - era stato classificato con un livello di inagibilità che non richiedeva la demolizione immediata.

«Non potevamo decidere da soli, il processo è stato necessariamente lungo, ma eravamo consapevoli dell’impatto negativo della struttura anche per la sua imponenza - ha spiegato il sindaco Lisa Luppi - A questo punto siamo in attesa del contributo e abbiamo il via libera per la demolizione che proveremo a fare entro la fine dell’anno».

Ma non sarà una semplice ricostruzione, perché l’edificio cambierà completamente volto. Anzi, avrà un doppio volto, perché mentre la facciata su via Cavour e via Trieste e Trento richiamerà quella attuale, quella ad angolo all’ingresso di via Volturno e la stradina che porta in piazza Zucchi sarà completamente rivestito di vetrate e alla base compariranno i porticati. Inoltre l’edificio arretrerà di qualche metro su via Cavour allungandosi sul versante dei porticati. Un’operazione di non poco conto, che di fatto ha portato l’Istituto bancario (proprietario del piano terra) e il Comune che qui aveva i locali della biblioteca ad aprire una trattativa proprio per consentire l’utilizzo pubblico del nascente porticato. Un vero e proprio scambio di metri di proprietà e obiettivo raggiunto.

«Sarà un edificio di pregio, a dispetto di come viene concepito e vissuto in questo momento», assicura il sindaco Luppi, a cui puntualmente i cittadini di Cavezzo chiedevano conto di quel “mostro” rimasto così come era dopo la messa in sicurezza nel 2012 tanto da diventare l’unica struttura (semi)pubblica su cui non si era ancora messo mano.

Ora l’iter per il nullaosta ai contributi - necessari all’intervento dei demolitori e alla successiva riedificazione - è finalmente in discesa, il costo complessivo dei lavori ammonta a circa 4 milioni di euro e lo stile architettonico prescelto richiamerà l’ex Teatro dall’altra parte di piazza Zucchi e il vicino condominio dei Glicini, tutti a firma dell’ingegnere Alberto Pellicciari.

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