Gazzetta di Modena

Modena

Villa Ferrari, donazioni per mezzo milione di euro

di Agnese Facchini
Villa Ferrari, donazioni per mezzo milione di euro

Castelnuovo. Cifra elargita da imprese e privati per la riqualificazione dell’edificio Ne mancano altri 150mila, poi inizierà la costruzione del nuovo polo culturale

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CASTELNUOVO. Il nuovo progetto legato a Villa Ferrari è stato presentato alla cittadinanza durante una conferenza aperta, presso la Sala delle Mura. La costruzione del nuovo polo culturale è a un passo dal raccogliere tutti i fondi necessari per partire e richiede solo un ultimo sforzo da parte della popolazione castelnovese, per procedere con tutti gli step burocratici necessari. Non solo biblioteca, quindi, ma molto di più: Villa Ferrari, su modello di altri Comuni del Modenese, è una riqualificazione che permea il paese con i suoi secoli di storia, per attrarre come un magnete culturale tutte le generazioni, creando informazione e movimento intellettuale. Un fiore all’occhiello, insomma, in grado di essere un punto di riferimento culturale per tutti i cittadini.

«Comunità significa aggregazione, partecipazione e condivisione - interviene Luisa Falchi, imprenditrice che ha sostenuto il progetto con una generosa donazione - in un luogo dove alcuni sono nati e altri diventano parte nel tempo, quindi comunità è anche integrazione; accrescere la cultura dei nostri giovani significa coltivarli intellettualmente, creando i presupposti per un paese sano dove prosperi anche la sicurezza».

Attraverso la legge 106/2014, detta “Art Bonus”, sono stati raccolti finora 507mila euro, provenienti da 16 imprese e 15 privati, a fronte dei 650mila preventivati dalla Giunta per avviare le pratiche di recupero. Il primo stralcio della ristrutturazione richiede infatti un milione e 874mila euro e garantirebbe l’attivazione di un’area pari a 750 metri quadri, secondo i massimi requisiti di antisismica e qualificazione energetica.

«Vogliamo che Villa Ferrari sia amica dell’ambiente negli anni - spiega la vicesindaco ingegner Benedetta Brighenti - e un recupero storico con queste caratteristiche richiede un’ingente somma di denaro per essere portato a termine».

Di questa importante somma 395mila euro provengono da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fondazione Vignola, 850mila verrebbero dal mutuo ad opera dell’Unione e i restanti dalle donazioni di imprese e privati. Se quanto raccolto finora rappresenta un segnale positivo da parte della cittadinanza locale, resta da raggiungere la quota messa a budget, pari a 650mila euro.

«Occorre arrivarci prima di metà anno - commenta il sindaco Carlo Bruzzi - per procedere con il progetto esecutivo, il bando di gara e quindi il contratto: in questo modo i lavori di ristrutturazione inizierebbero nel 2017; questa formula di donazione sta rappresentando una spinta decisiva per gli investimenti sul territorio, grazie alla leva motivazionale che la riduzione della pressione fiscale rappresenta per i mecenati». Il sindaco poi conclude con un grazie «verso la nostra comunità, per tutto quello che privati e aziende stanno facendo per il bene del loro Comune».

Importante il desiderio di percorso partecipativo, che partirà a maggio con diverse azioni di comunicazione trasparente che rientrano in un disegno allargato di coinvolgimento della popolazione locale.

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