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«Chiedo solo giustizia e di poter lavorare»

«Chiedo solo giustizia e di poter lavorare»

L’azienda agricola di Castelfranco di Davide Girotti è stata pignorata nel 2013: «Ho dovuto vendere tutti gli animali per sopravvivere»

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CASTELFRANCO. L’azienda di Davide Girotti si estende per 30 ettari alla Cavazzona, oltre i binari dell’alta velocità provenendo dalla via Emilia. L’ingresso e poi il cortile prima dell’abitazione, anch’essa pignorata, in cui vive con la moglie e i due figli. Poco più avanti la stalla svuotata di quegli animali che fino al pignoramento erano la prima voce di fatturato dell’azienda. Girotti racconta tutta la vicenda, spiega come si è arrivati a questo punto, denuncia l’abbandono subito dalle associazioni degli agricoltori e dalle istituzioni. Sua moglie ascolta a pochi metri di distanza.

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«Devo ringraziare lei se non ho mollato - racconta - Ci sono stati momenti bui e senza il suo supporto non ce l’avrei fatta. Diciamo che ci siamo confortati a vicenda. Perché ritrovarsi di punto in bianco impossibilitati a lavorare è una sensazione difficile da descrivere». Poi è arrivata la consapevolezza di non essere soli: «L’aiuto che non abbiamo trovato qui è arrivato da dove non lo saremmo aspettati. Da Paolo De Carlo, della Federconsumatori Puglia, è lui che ci ha dato manforte continuo, sia psicologico sia concreto, con tanti consigli su come muoverci legalmente». Una battaglia che accomuna non solo Girotti e De Carlo, ma altri imprenditori agricoli nel Modenese, in Puglia ed anche in Sardegna.

«Poi ci sono gli amici - prosegue. «Vedete questo campo - spiega indicando un terreno apparentemente incolto - ho seminato l’erba medica grazie ad un amico che mi ha prestato la sementa. Devo essere pronto perché se riavrò la mia azienda e avrò nuovamente il bestiame voglio riprendere a lavorare in poco tempo. Anche se, in realtà, non ho mai smesso. Ho dovuto vendere gli animali, uno alla volta, e mi sono ingegnato. Ho iniziato ad acquistare formaggi per poi rivenderli prima nei mercati poi ai grossisti. È così che sono sopravvissuto e sono andato avanti». Nemmeno nei momenti più difficili ha pensato a vendere tutto: «E poi cosa avrei fatto? Questa azienda è la mia vita. Avrei voluto ricomprarla dalla Nuova Terra, ma mi hanno chiesto 1,2 milioni, anche se l’asta avrà una base di 800mila euro. Ma se il tribunale mi darà ragione sarà come voltare pagina. E iniziare un capitolo nuovo». (gib)

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