«È la nuova frontiera dello sfruttamento»
Duro il segretario del Nidil-Cigl Antonio Petrillo: «Così si sta legalizzando l’impiego irregolare»
I voucher, o buoni di lavoro, hanno avuto un vero e proprio boom nel 2015. Solo negli scorsi dodici mesi in Italia ne sono stati acquistati 115,1 milioni, di importo nominale pari a dieci euro. In pratica l’aumento rispetto al 2014 è del 66 per cento. Solo in Emilia-Romagna ne sono stati emessi più di 11 milioni di cui 2,5 milioni nel Modenese.
Una situazione che per Antonio Petrillo, segretario del Nidil (Nuove identità del lavoro) Cigl, ha creato «una nuova frontiera dello sfruttamento. Con i voucher - attacca - si legalizza di fatto il lavoro nero».
Petrillo da anni si batte al fianco dei dipendenti che decidono di denunciare irregolarità da parte del proprio datore di lavoro. «Appena eletto segretario del Nidl ho immediatamente riferito la situazione all’ispettorato del lavoro spiegando che, all’interno delle officine, dei bar, dei ristoranti, ma anche nelle fabbriche a catena di montaggio si trovano sempre più dipendenti “a voucher”. Oggi questo tipo di pagamento copre, in pratica, il lavoro nero. Abbiamo già seguito molti casi in cui il lavoratore pagato “a voucher” per due ore poi in effetti svolgeva un turno che poteva andare dalle sei alle otto ore. Noi spingiamo i lavoratori a denunciare questa situazione ma parecchie persone, avendo bisogno di un minimo di reddito per mandare avanti la famiglia, accettano questo trattamento. Sono costrette ad abbassare la testa».
A volte succede perfino che l’intera giornata di lavoro sia pagata in nero nonostante la richiesta dei voucher sia inoltrata regolarmente: «I buoni del lavoro possono essere annullati il giorno successivo a quello in cui il dipendente avrebbe dovuto lavorare in caso di sua assenza o di mancato impiego. Nel caso in cui si fosse comunicato l’impiego per un certo numero di ore di un dipendente a voucher e l’ispettore del lavoro non fosse passato si può annullare l’operazione e pagare praticamente tutta la giornata in nero. Al momento non siamo in possesso del dato delle imprese che il giorno dopo annullano il voucher, l’Inps non lo dà, ma sappiamo che esiste anche queste situazione seppur in maniera minore rispetto alla copertura dei voucher per una o due ore lavorative e il pagamento del resto della giornata in nero».
Quindi, cosa dovrebbe controbattere un aspirante lavoratore al proprio titolare? «Dovrebbe chiedere un contratto a termine che garantisce i diritti, oppure un contratto a chiamata che rappresenta comunque una soluzione migliore rispetto al pagamento in voucher. Con i buoni di lavoro non si maturano ferie, permessi, tredicesima, tfr. Insomma: non ha niente di quelli che sono i diritti di un lavoratore».
In questi giorni anche il segretario confederale della Cisl Gigi Petteni ha richiamato il governo chiedendo «una stretta sull’utilizzo dei voucher: la tracciabilità è positiva ma insufficiente». (an.pe.)
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