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Il Garage Ferrari verso l’abbattimento: chiesta sospensione

di Carlo Gregori
Il Garage Ferrari verso l’abbattimento: chiesta sospensione

Piero Ferrari, proprietario dell’edificio di viale Trento Trieste si rivolge al Consiglio di Stato. Riuscirà a fermare le ruspe?

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Ultime manovre legali per bloccare l’abbattimento del Garage Ferrari, il manufatto di cemento armato in viale Trento Trieste giudicato abusivo dal Tar che ne ha imposto la distruzione entro luglio. La Ba Service, società proprietaria che ha come amministratore unico Piero Ferrari, ha giocato le sue ultime carte presentando al Consiglio di Stato sia un’istanza di sospensione degli effetti della sentenza del Tar di Bologna, sia una istanza con un ricorso di merito contro la stessa sentenza. Per quanto riguarda la richiesta di sospensione, è stata fissata l’udienza tra un mese. In sostanza, la Ba Service sostiene che l’amministrazione comunale di Modena potrebbe applicare una sanzione pecuniaria al manufatto. Un argomento che cozza però con i fatti più recenti, dal momento che la stessa Ba Service aveva presentato una domanda di sanatoria al Comune per la parte ritenuta allora abusiva ma poi si era ritirata senza pagare.

Quanto invece al ricorso contro la sentenza del Tar di gennaio, le ragioni della società di Piero Ferrari e del Comune verranno discusse lo stesso giorno di ottobre.

Resta ora una domanda in sospeso: queste manovre possono produrre un “congelamento” dei tempi di abbattimento del Garage Ferrari? È stata infatti fissata in luglio la scadenza per distruggere l’intero edificio di viale Trento Trieste. Lo hanno deciso i giudici amministrativi di Bologna dando ordine di mandare le ruspe non al Comune, che comunque pagherà tutte le spese, ma alla Soprintendenza alle Opere pubbliche regionale, che ha sede a Bologna. In teoria, pare che se il provveditore decidesse di agire in agosto, ad esempio, non potrebbe essere ostacolato da queste nuove istanze.

Con queste ultime mosse si avvia a conclusione una contorta vicenda urbanistica nata nel 1987 sotto una cattiva stella. Ventinove anni fa, infatti, il vicinato della zona tra il Ponte della Pradella e via Malmusi venne a sapere di un progetto che era stato presentato in Comune nel quale si prevedeva la costruzione di un grande edificio di cemento armato su due piani che avrebbe tolto luce e provocato smog con il viavai di auto. Emerse poi che il progetto approvato comprendeva una consistente parte abusiva. È inutile ricapitolare ancora un volta le traversie e i tiraemolla nelle aule di giustizia nati dall’azione legale avviata all’epoca dallo studio Della Fontana per conto del vicinato, azione che ha portato a una sentenza del Consiglio di Stato e una seconda recente (in gennaio) del Tar di Bologna nelle quali si ribadisce che l’opera è abusiva. Se in parte o tutta abusiva, è stata una questione dibattuta; ora il Tar ha stabilito che il Garage Ferrari è completamente da abbattere. Resta il fatto che il progetto è stato approvato dall’Ufficio urbanistico del Comune quando era sindaco Alfonsina Rinaldi e quindi resta da spiegare come mai il Comune non si sia accorto delle volumetrie ampiamente strabordanti rispetto ai vincoli di legge. La recente sentenza del Tar si riferiva invece una decisione risalente al settembre 2015. Sotto la Giunta Muzzarelli, il nuovo dirigente Maria Sergio, in modo del tutto inaspettato, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato ha deciso che la concessione era valida per la parte non abusiva e ha chiesto una sanzione di 1,8 milioni alla Ba Service che, pur avendo chiesto la sanatoria, alla fine non ha pagato. Tesi, quella della Sergio, respinta dal Tar e contro la quale ora lo stesso Comune ricorre al Consiglio di Stato.

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