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«In due anni tutti i laureati trovano lavoro»

«In due anni tutti i laureati trovano lavoro»

Entusiasta il direttore Alessandro Capra che snocciola i dati di Alma Laurea sulle assunzioni

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Si mescola tra i primi neo ingegneri. Sorride. Non sono ancora le 10 quando Alessandro Capra, direttore del Dipartimento di ingegneria “Enzo Ferrari” esprime tutta la propria soddisfazione per quella che è una giornata storica per l’Università di Modena e Reggio. Non sono solo i «risultati numerici» a renderlo orgoglioso ma soprattutto «la qualità dei lavori di tesi la gran parte dei quali - spiega i Capra - derivano da problemi concreti posti da aziende del territorio dove gli studenti hanno avuto modo di svolgere gli stage». I nuovi ingegneri, per Capra, «potranno dare un contributo significativo per accelerare i processi di innovazione necessari per la ripresa economica».

Ma quello che fa ben sperare i giovani neo ingegneri sono i dati di Alma Laurea: «Entro due anni il 100 per cento dei nostri laureati trova lavoro nel proprio campo di studio. Entro l’anno dalla laurea siamo al 75 per cento. Questo grazie alla realtà territoriale, al bacino di piccole e medie imprese e alla qualità dell’insegnamento e mi piace pensare anche a quella dei ragazzi che entrano al Dief. Importante è anche il dato degli stipendi: la maggior parte dei neo ingegneri assunti guadagna dai 1300 ai 1400. I nostri ragazzi ottengono salari migliori».

Il segreto per creare giovani già pronti per il mondo del lavoro è «la stretta collaborazione con le aziende del territorio e gli enti pubblici. La chiave di volta sono gli stage, i tirocinii e i dottorati formativi che sono inseriti all’interno del percorso di studi».

Le iscrizioni in aumento comportano un’attenzione maggiore: «La domanda c’è. Le immatricolazioni sono in aumento. Il nostro compito è quello di tenere alta la qualità».

Tra i 530 laureati nell’anno accademico 2014/2015 ci sono 104 donne, il 19,62 per cento: «Il dato è in aumento ma dobbiamo migliorare questa percentuale. I tempi sono cambiati. Non è più come 15 anni fa che le aziende richiedevano sistematicamente ingegneri uomini pensando, erroneamente, che all’interno delle aziende una donna potesse portare problemi. Oggi ci sono molte ragazze che scelgono ingegneria e non più solo ambientale e civile ma anche meccanica. È vero purtroppo che le donne vengono ancora discriminate per la maternità». (an.pe.)

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