Ingegneria, nasce qui il futuro dell’industria
Giornata “non-stop” al campus per la sessione che ha sbaragliato ogni record Sono 75 le triennali e 112 le magistrali: tra loro 5 stranieri e 24 donne
Vestiti eleganti, corone d’alloro, tesi sotto braccio e una schiera di parenti e amici al seguito attenti durante la discussione di laurea ma soprattutto pronti a intonare cori e alzare i bicchieri al cielo per il raggiungimento dell’importante traguardo. Moltiplicate questa scena per 187 volte e avrete un’immagine ben precisa di quello che è avvenuto la scorsa giornata al Dipartimento di ingegneria “Enzo Ferrari” (Dief) dell’Università di Modena e Reggio che ieri ha “sfornato” le future (per chi si è laureato nei corsi triennali) e le nuove leve dei comparti meccanico, ambientale, informatico, civile, dei veicoli e dei materiali.
È stato un vero e proprio turbinio di emozioni quello che ha pervaso i 187 laureandi, le loro famiglie, gli amici che come un fiume in piena hanno invaso il campus universitario riempiendolo di colori fin dalle 8.30 di ieri. C’era chi scherzava, chi provava il discorso, chi era teso, non voleva parlare con nessuno e si teneva da parte, chi veniva supportato dalla mamma e chi sopportato dalla fidanzata. Tutti però alla fine il traguardo lo hanno tagliato e hanno iniziato i festeggiamenti. Le facce tese pre-discussione si sono così trasformate in sorrisi, scherzi, travestimenti, giochi e cori che hanno ravvivato i pesanti muri del Dief, una volta indossata la corona d’alloro e levato il bicchiere al cielo.
Ma oltre ai festeggiamenti, alla marea umana che si è riversata sul campus e alla fibrillazione di tutti i partecipanti, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia dell’Università di Modena e Reggio. La sessione di laurea appena trascorsa è stata infatti una delle più numerose che si sia mai tenuta all’Unimore e nel passato del Dief. Per capire: sono stati impiegati 50 docenti divisi in dieci commissioni che hanno iniziato ad ascoltare le discussioni di laurea dei laureandi alle 9 andando avanti a oltranza. Una sola pausa, quella per il pranzo, e poi di corsa a valutare i lavori dei giovani per lanciarli definitivamente nel mondo del lavoro.
I 187 laureandi erano divisi in 75 lauree triennali e 112 magistrali. Tra i giovani c’erano anche 5 stranieri, il 2,67 per cento del totale, e 24 donne ovvero il 12 per cento di tutti gli ingegneri. Un numero, quest’ultimo, che, anche se cresciuto rispetto al passato, è al centro dell’interesse del dipartimento che sta cercando di attrarre sempre più donne tra le sue fila.
Da oggi ci saranno 35 nuovi ingegneri civili, 19 dei quali al termine del proprio percorso quinquennale e 16 al primo gradino, quello della laurea triennale, 14 laureati in ingegneria ambientale (otto alla triennale e sei alla magistrale), 33 in ingegneria informatica (16 per la triennale e 17 per la magistrale), dieci in ingegneria dei materiali (tutti alla fine del ciclo di cinque anni), 41 in ingegneria meccanica (28 dei quali arrivati al primo step e 13 che invece hanno concluso il proprio viaggio universitario) e infine 36 in ingegneria dei veicoli (tutti arrivati a chiudere i cinque anni all’Università di Modena).
Oggi il Dief è la realtà più numerosa all’interno dell’Unimore. Conta 3.168 iscritti degli oltre 35mila dell’intero ateneo. Scorporando i 20mila iscritti dei corsi di Reggio Emilia, gli iscritti del Dief sono di poco superiori a un quinto del totale degli universitari della sola Modena. Rispetto allo scorso anno accademico (2014/2015) i partecipanti ai corsi sono aumentati del 5,1 per cento. Questa percentuale è spinta in alto dalla crescita delle immatricolazioni che sono aumentate del 13,52 per cento (rispetto all’anno accademico 2014/2015). Tradotto in termini numerici: 1.167 studenti in più.
Il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” racchiude 11 corsi e offre ogni anno all’incirca 500 nuovi laureati che in breve tempo, a volte anche prima di terminare gli studi, entrano nelle realtà industriali del territorio.
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