Nasce associazione contro la super pressione fiscale
NONANTOLA. Quaranta imprenditori locali hanno deciso di dare vita ad un’associazione il cui nome dice già tutto: “Salviamo le partite Iva”. Apartitica e apolitica e che trova in quel singolo scopo un...
NONANTOLA. Quaranta imprenditori locali hanno deciso di dare vita ad un’associazione il cui nome dice già tutto: “Salviamo le partite Iva”. Apartitica e apolitica e che trova in quel singolo scopo un vero collante, l’associazione nata un paio di sere fa sottolinea che “la pressione fiscale è arrivata in questi anni a livelli insostenibili ed è causa di chiusure e di fallimenti”. Spiegano il presidente Filippo Ferri e il segretario Fabrizio Sighinolfi, entrambi titolari di aziende. «Vogliamo essere una voce unitaria che rappresenti chi con quel regime fiscale opera, perché è necessaria quanto vitale per la sopravvivenza delle aziende stesse».
Nello statuto l'associazione “Salviamo le partite Iva” elenca i punti programmatici, i quali passeranno all’esame della prima assemblea, per raggiungere la più ampia condivisione possibile tra gli iscritti. «Oltre ad una maggiore attenzione nei confronti dei piccoli imprenditori - spiega Sighinolfi, titolare della Scs Costruzioni - uspico una verifica generale delle spese annue, suddivise anche solo in macro voci, che piccole imprese e artigiani devono sostenere. Chiediamo che gli importi delle tasse, sia statali che locali, e delle bollette vengano determinati secondo ragionevolezza ed equità per non pesare eccessivamente sull'esercizio delle attività, già oberate da spese. Chiediamo inoltre flessibilità nel pagamento delle imposte e delle bollette fino a prendere in considerazione anche forme di pagamento alternative. Si veda, ad esempio, il cosiddetto “baratto amministrativo” già attuato in diversi Comuni per i cittadini in difficoltà. Amdare avanti come accade oggi significherebbe uccidere le piccole medie imprese cuore pulsante del nostro Paese». Viene infine rimarcata l'impossibilità, per micro imprese e artigiani, di guadagnare e risparmiare nonostante il fisiologico rischio d'impresa del quale sanno di doversi fare carico all'apertura di una partita Iva: «Bisognerebbe aumentare i prezzi del prodotto fino a raddoppiarlo. Ma questo dal cliente non verrebbe capito. Gli studi di settore, che è lo strumento che il fisco utilizza, non sono adeguati alla realtà economica e costituiscono un'incognita per l'artigiano».
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