Gazzetta di Modena

Modena

Policlinico e Baggiovara: la fusione di Modena arriva il 1° luglio

di Stefano Luppi
L'ospedale di Baggiovara
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L'ospedale di Baggiovara

La Conferenza Sanitaria ha approvato la fase finale del percorso di unificazione Entro giugno sarà definita la “cabina di regia” per preparare un piano triennale

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MODENA. La bozza di fusione tra Baggiovara e il Policlinico, che da tempo gira sui tavoli dei medici che contano a Modena, diventa realtà dal primo luglio prossimo. E' quella la data, annunciata ieri nel corso della "Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena", presieduta da Giancarlo Muzzarelli alla presenza dei sindaci del territorio (Mauro Smeraldi di Vignola, Roberto Rubbiani di Serramazzoni, Maria Costi di Formigine, Maino Benatti di Mirandola), con la quale parte la sperimentazione che porterà a una storica unione tra i due principali ospedali di Modena: una operazione complessa e delicata che ha come obiettivo il mantenimento alto della qualità sanitaria nella nostra provincia. Proprio questo è il risultato ieri che ieri Muzzarelli il suo vice in Conferenza sanitaria Alberto Bellelli (sindaco di Carpi) nonché i vertici di Università, Policlinico e Ausl hanno detto di voler raggiungere, anche se c'è naturalmente altro. I pazienti non se ne accorgeranno - anche perché alcuni reparti, come ad esempio urologia o anestesia, si sono già fusi - ma l'operazione amministrativa porterà anche ad avere presto un solo bilancio e un solo direttore del personale. Un tema delicato, quello del personale, che ieri durante la riunione si è detto di voler motivare mandando in sostanza i giovani dottori in giro per gli ospedali a fare esperienza e invece permettendo ai "vecchi" medici di dedicarsi all'approfondimento in nome appunto di una qualità da mantenere alta. Qualcosa in più si riesce a sapere in merito al futuro ospedale riunito che ovviamentre manterrà le sedi attuali nella frazione Baggiovara e in via Del Pozzo: probabile ad esempio che il Policlinico universitario si caratterizzi tra l'altro sul fronte pediatrico e come centro trapianti, oppure che l'ospedale civicle di Baggiovara diventi il centro per quanto riguarda la specialistica chirurgica e le neuro scienze. Ma sono solo esempi tratti dalle discussioni alle quali ha preso parte anche il dottor Tommaso Trenti di Baggiovara, figura di raccordo tecnica alla Conferenza, l'assessore alla sanità di Modena Giuliana Urbelli che ha svolto un ruolo politico silenzioso ma prezioso, oltre al rettore Andrisano, al preside di Dermatologia Pellacani e altre figure di spicco della sanità modenese.

Cabina di regia. La "cabina di regia" che guiderà il percorso di unificazione tra i due ospedali sarà costituita entro l'estate; l'organismo avrà il compito di gestire la governance di processo sperimentale che avrà durata triennale. Il nucleo di progetto previsto dal percorso di integrazione tra gli ospedali e costituito dalla Regione, ha presentato infatti un documento sul progetto di unificazione: "Sarà in rapporto - ha spiegato Gianluca Fiorentini dell'Università di Bologna - all'offerta dei servizi sanitari provinciali al fine di definire obiettivi specifici e impatti sulla rete dei servizi ospedalieri e territoriali". Il documento individua, inoltre, le macro linee di sviluppo dell'unificazione, a partire da un'analisi della domanda attuale e futura, al fine di valutare i risultati dell'operazione per i cittadini, delineando i punti di riferimento per i successivi, ulteriori approfondimenti e scelte operative. "Sono scelte operative - hanno sottolineato Muzzarelli e Bellelli - ancora tutte da definire e hanno come unico obiettivo il miglioramento della qualità dei servizi. Lo scopo dell'unificazione non è risparmiare sui costi, ma garantire una sanità più moderna ed efficiente". Ieri uscendo qualche sindaco era però preoccupato sul futuro dei piccoli ospedali locali e qualcun altro ricordava l'eventuale rischio di vedere meno fondi qualora ci fossero dei risparmi dall'unificazione (peraltro auspicabili).

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