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Quando e come si possono usare e chi ne ha diritto

I buoni lavoro, o voucher, vengono erogati dall’Inps e sono dei metodi di pagamento per prestazioni occasionali e discontinue e per impieghi accessori ovvero quelli non regolamentati dai classici...

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I buoni lavoro, o voucher, vengono erogati dall’Inps e sono dei metodi di pagamento per prestazioni occasionali e discontinue e per impieghi accessori ovvero quelli non regolamentati dai classici contratti. Possono essere utilizzati per tutte le categorie di lavoratori. Possono essere sia cartacei che telematici: i primi vengono consegnati dal datore di lavoro, i secondi sono erogati direttamente dall’Inps che li carica in una speciale carta chiamata “Inps card”.

I voucher sono disponibili nei tagli da 10 euro, da 20 e da 50 per i quali il lavoratore incasserà rispettivamente 7,50 euro, 15 e 37,50. Il resto è infatti detratto per la gestione separata dell’Inps (per il 13 per cento), l’assicurazione anti infortunistica (per il 7 per cento) e il compenso della stessa Inps per la gestione del servizio (per il 5 per cento).

Il buono lavoro da 10 euro corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, escluso il settore agricolo che fa fede al contratto di categoria. Ogni compenso erogato tramite voucher ha uno specifico limite economico: il reddito di ogni singolo lavoratore derivato da buoni lavoro non deve superare i 7000 euro netti (9333 euro lordi) per ogni anno solare. A questo si aggiunge il limite dei 2000 euro netti (2690 euro lordi) che possono essere percepiti da ogni singolo datore di lavoro. Il limite è di 3000 euro (4000 euro lordi) in cui i lavoratori percepiscano misure di sostegno al reddito come disoccupati o in mobilità).

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