Turba l’asta per un suv: a processo 65enne
Compera l’auto da uno che l’ha pagata al Tribunale di Udine con un assegno rubato e poi quando finisce all’asta cerca di minacciare gli altri partecipanti truccando i chilometri per farla apparire...
Compera l’auto da uno che l’ha pagata al Tribunale di Udine con un assegno rubato e poi quando finisce all’asta cerca di minacciare gli altri partecipanti truccando i chilometri per farla apparire ormai esausta e vicino allo sfasciacarrozze. Questa l’accusa nei confronti di un 65enne della Bassa rinviato a giudizio ieri dal giudice Eleonora De Marco per turbativa d’asta.
L’uomo, assistito dall’avvocato Simone Agnoletto, è in realtà un ex custode giudiziale finito al centro di una vicenda di “pacchi e paccotti” piuttosto complessa.
In base a quanto ricostruito anche dalla Procura di Udine per la parte iniziale di questa vicenda, il Tribunale della città friulana mette all’asta una Bmw X3 confiscata. La compera un primo acquirente che la paga però con un assegno risultati però rubato. Assegno che aveva consegnato al tribunale forse convinto, chissà come, che la faccenda sarebbe passata inosservata. Subito dopo, questi l’ha venduta al 65enne modenese che l’ha però pagata con soldi veri.
Ma a questo punto, il nuovo acquirente viene a sapere che è in corso una indagine sul primo acquisto. E poco dopo riceve una notifica del giudice che lo nomina custode giudiziale del mezzo sotto sequestro, in attesa che il caso si chiarisca.
Il suv però finisce all’asta a Modena e il giorno dell’udienza il 65enne si presenta e, secondo la Procura, spiega ai partecipanti che quel mezzo è suo e lo vuole lui. Spiega anche che ha 300mila km. Così infatti appare sul contachilometri, un dato scoraggiante per chiunque. Ma poi i magistrati scoprono che è accaduto qualcosa: quando era in mano al tribunale di Udine aveva solo 80mila km. Come ha fatto a farne 220mila in così poco tempo? Prima udienza del processo il 7 luglio. (c.g.)
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