Bper, per migliaia di soci il rito del voto che sparirà
Sono previste l’approvazione del Bilancio 2015, alcune variazioni allo statuto e il rinnovo parziale del Cda. Poi in autunno avverrà la trasformazione in spa
La società cooperativa Banca Popolare dell’Emilia Romagna sta per lasciare il posto a Bper società per azioni e oggi dalle 9 a Modena Fiere andrà in scena uno degli ultimi atti della realtà uscente. Il penultimo appuntamento con voto capitario, un voto per ciascun socio, per cedere poi il passo alle regole delle società per azioni, dove assume viceversa rilevanza determinante la quantità di azioni controllate. I soci saranno chiamati ad approvare durante l’assemblea, parzialmente straordinaria e in parte ordinaria, alcune modifiche allo statuto dovute alla trasformazione in società per azioni, che sarà perfezionata con l’assemblea dell’autunno prossimo.
I soci dovranno poi approvare il bilancio dell’esercizio 2015, oltre a eleggere cinque consiglieri che entreranno in luogo dei sei in scadenza, con la prevista riduzione di una poltrona. L’ordine del giorno prevede l’approvazione di altre delibere che riguardano compensi di amministratori e politiche dei controlli interni.
Dal punto di vista organizzativo la sede assembleare sarà unica, a Modena Fiere, e tre i centri voto per i soci: uno a Modena Fiere, adiacente alla sede assembleare, e due a distanza: a Lamezia Terme e Avellino grazie al voto elettronico. Da queste due sedi non sarà possibile intervenire in assemblea ma si potrà soltanto esprimere il voto.
Fra i circa 90mila soci di Bper Banca, di solito non pochi partecipano fisicamente all’assemblea: lo scorso anno erano circa 4mila, che con le deleghe (dieci al massimo per ogni socio) avevano espresso circa 15mila voti.
Nel rinnovo parziale del Cda non sono prevedibili sorprese con due liste in lizza, una che rappresenta la continuità dell’attuale governance e l’altra che è espressione dei territori, soprattutto del Sud, dove Bper controlla un buon numero di banche.
Entro il 30 giugno 2017 il numero dei consiglieri deve essere ridotto a 15 e le nuove nomine ora avranno una durata soltanto annuale. Attualmente i componenti del Consiglio di amministrazione, oltre al presidente Ettore Caselli, sono i 17 consiglieri Alberto Marri, Giosuè Boldrini, Luigi Odorici, Alessandro Vandelli, Antonio Angelo Arru, Mara Bernardini, Giulio Cicognani, Cristina Crotti, Pietro Ferrari, Elisabetta Gualandri, Giovampaolo Lucifero, Giuseppe Lusignani, Roberto Marotta, Valeriana Maria Masperi, Daniela Petitto, Deanna Rossi, Angelo Tantazzi. I sei uscenti sono Odorici, Arru, Petitto, Tantazzi, Ferrari e Rossi. Agli 11 consiglieri (più il presidente Caselli) che non sono in scadenza si aggiungeranno i 5 che verranno eletti oggi.
Due le liste in lizza fra cui i soci potranno scegliere. La lista 1, quella della continuità che è favoritissima, comprende nell’ordine Luigi Odorici, Pietro Ferrari, Costanzo Jannotti Pecci, Valeria Venturelli (tutti prevedibilmente destinati a essere eletti) e infine Elisabetta Ghidoni (nessuna possibilità di elezione).
La lista 2 comprende nell’ordine Margherita Perretti (l’unica che dovrebbe entrare nel Cda), oltre a Giuseppina Mengano Amarelli, Michele Calabrese, Sergio Giangreco, Luigi Muto. Le regole prevedono che vengano eletti i primi quattro della lista vincente e solo il primo della lista seconda classificata. Con il rientro di Odorici e Ferrari, di fatto cambieranno soltanto tre consiglieri con Jannotti Pecci, Venturelli e Perretti al posto di Arru, Petitto, Rossi e Tantazzi, ricordando che un consigliere uscente non viene sostituito.
Stefano Turcato
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