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«I soldi del fornaio deceduto? In Lussemburgo, ne parla il testamento olografo»

«I soldi del fornaio deceduto? In Lussemburgo, ne parla il testamento olografo»

Tesoretto di risparmi all’estero? Ora a favore della tesi di Mario Mazzacani (foto) c’è un avvocato che avrebbe rivelato all’uomo l’esistenza di un testamento del padre, Gino (morto nel 2004), in cui...

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Tesoretto di risparmi all’estero? Ora a favore della tesi di Mario Mazzacani (foto) c’è un avvocato che avrebbe rivelato all’uomo l’esistenza di un testamento del padre, Gino (morto nel 2004), in cui racconta dei conti Lussemburghesi. E il giudice obbliga la banca a mostrare i movimenti effettuati dal fornaio deceduto. Il 54enne Mario Mazzacani è da tempo convinto dell’esistenza in Lussemburgo di un tesoretto da milioni di euro che sarebbero i risparmi del padre che per anni aveva gestito un forno a Saltino di Prignano. L’erede ha avviato un braccio di ferro giudiziario – in tribunale a Reggio – con il Banco Popolare perché il padre ha avuto dal 1960 un conto e rapporti bancari con la filiale di Cerredolo di Toano. E dopo un botta e risposta fra avvocati, ora il giudice Niccolò Stanzani Maserati ha ordinato alla banca di consegnare la documentazione finanziaria relativa al fornaio defunto. Non solo: ora c’è anche un secondo avvocato che si dice al corrente delle operazioni finanziarie fatte nel 1992 dal fornaio, su consiglio della banca, facendo così «confluire i suoi risparmi - spiega l’avvocato Nino Ruffini che assiste Mazzacani - verso il Lussemburgo». E sempre secondo il legale «tale informazione è confermata dal testamento olografo lasciato in cui si fa riferimento ad un conto deposito titoli».

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