I vigili vanno in San Pietro ma volevano un’altra sede
Il sindaco Pistoni: «La preferivamo nell’ex caserma dei carabinieri in via Pretorio Rinunciare al vecchio piano costerebbe però milioni di euro in penali da pagare»
Il progetto di portare la sede della Polizia municipale (e gli uffici tecnici) nella vecchia caserma dei Carabinieri in via Pretorio? Niente da fare, i vigili potranno avere soltanto una sede, quella programmata anni fa in via San Pietro, al posto del condominio San Matteo abbattuto.
Se non sarà così, il Comune potrebbe esporsi ai ricorsi legali degli ex proprietari espropriati per milioni di euro. Lo ha annunciato il sindaco l'altra sera (nella sua replica finale, densa di spunti polemici) nel consiglio comunale che ha portato all'approvazione a maggioranza del bilancio di previsione 2016. La vicenda parte da lontano: nel 2006 il sindaco Pattuzzi fece espropriare e abbattere il condominio san Matteo (inabitabile e a forte rischio di criminalità) con la motivazione dell'utilità pubblica: nuova sede dei Vigili e della croce rossa, un presidio in una zona di Braida particolarmente calda. La gara venne indetta dalla giunta Caselli nel 2011 e assegnata in novembre alla ditta sassolese Baschieri per un oggetto da 4 milioni. Poi mancarono i soldi, la gara venne congelata e poi annullata. «La ditta oggi ci chiede 780mila euro di danni – ha spiegato Pistoni – ai quali potrebbero aggiungersi i ricorsi legali dei proprietari di quegli alloggi che buttammo giù, nel caso non realizzassimo quanto previsto per pubblica utilità. Io volevo farci un parco e portare i vigili in via Pretorio, ma grazie a quanto abbiamo ereditato dagli anni precedenti dovrò comunque fare questo edificio». È stato il culmine di un dibattito consigliare che si era svolto tra accuse e contro-accuse. Le opposizioni a sostenere con Luca Caselli, Claudia Severi e Giorgio Barbieri che «votiamo un bilancio senz'anima, che non propone niente se non la continuazione di progetti nostri e che i revisori dei conti approvano con riserva, sottolineando la difficoltà di fare cassa per Sgp attraverso le voci previste: alienazioni improbabili, oneri di urbanizzazione, tasse e inasprimento della riscossione di crediti, vessatoria nei confronti dei cittadini sassolesi». Dall'altra parte invece si ricorda, con Matteo Mesini, capogruppo Pd, che «il bilancio per la prima volta è sano e approvato nei tempi, possiamo mettere mano come già stiamo facendo alle manutenzioni della città, stiamo pagando i creditori di Sgp come previsto dal concordato». Ancora Pistoni rassicura su un altro punto, gli apporti di capitale dal Comune a Sgp per soddisfare il concordato: «Abbiamo un nuovo contratto di servizio, dovremo trasferire dal Comune alla patrimoniale circa 4 milioni l’anno, che fino al 2020 circa sono già coperti, grazie a programmazione e agli oneri di urbanizzazione di grandi progetti, quali Cisa Cerdisa, l'ex Goya, il Diamante».
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