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Dopo 50 anni tornano le Missioni Popolari

Dopo 50 anni tornano le Missioni Popolari

Serra. Due settimane di preghiera, culminate nella via Crucis. Per i giovani c’è l’happy hour col frate

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SERRAMAZZONI. Atmosfera suggestiva e folta partecipazione venerdì sera a Serra, nonostante il vento gelido, per la Via Crucis che ha attraversato le strade quale particolare momento di preghiera e di riflessione, ma anche di comunità, a metà del cammino delle Missioni Popolari. È un’iniziativa che non si ripeteva da più di 50 anni, le ultime memorie sono attorno al 1960 quando era parroco l’indimenticato don Marino Donini. Stavolta il periodo di evangelizzazione e testimonianza è stato voluto da don Antonio Lumare, per dare nuovo slancio alla vita di paese. È partito il 9 aprile e si concluderà il 22, con in campo tre frati e due suore missionarie che di giorno bussano alla porta di casa per incontrare, riflettere sulla fede ma anche ascoltare storie di vita e condividere difficoltà. Di sera invece l’appuntamento, dal lunedì al giovedì, è presso quattro famiglie (su una rotazione di sedici) dove ci si ritrova in gruppi per parlare e pregare. Poi ci sono le iniziative particolari, come appunto la Via Crucis di venerdì ma anche “l’happy hour con il frate” organizzato ieri pomeriggio presso il negozio “La Nicchia” di piazza Repubblica per i giovani dai 16 ai 25 anni che non vanno in chiesa e a cui magari un frate giovane (appositamente venuto da Vignola) può avere qualcosa da dire, senza sermoni. E ancora oggi gli incontri “di categoria” con associazioni di volontariato, società sportive e ragazzi del post cresima. Senza dimenticare le tre messe quotidiane, quelle dedicate (oggi agli anniversari di matrimonio, ieri per gli infermi), il “Buongiorno Gesù” con preghiera e colazione dalle 7.30 alle 7.45 con i bimbi delle elementari e molto altro. Solenne inizio sabato scorso in una sala di cultura gremita, dove dopo l’ufficiale conferimento di mandato ai missionari è andato in scena un applauditissimo recital sul buon samaritano preparato dai giovani. E solenne chiusura questo venerdì con processione e consacrazione della parrocchia a Maria. Anche Serra, insomma, si scopre terra di missione, terra particolare dopo le varie vicissitudini anche giudiziarie che hanno sconvolto il paese.

«Vorrei che al termine di questo periodo forte – sottolinea don Antonio – la nostra comunità superasse la sua eccessiva conflittualità e trovasse nuovo slancio verso il bene comune. Vorrei vedere persone più serene e più disponibili a parlarsi, in questo che è anche l’anno della Misericordia». (d.m.)

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