Gazzetta di Modena

Modena

Ferioli: «Bilancio e lascio, sono a pezzi»

Ferioli: «Bilancio e lascio, sono a pezzi»

Si dimettono pure gli ultimi due assessori. Mistero sul commissario-giunta. Il sindaco incontra il Pd e il prefetto: ci ripensa?

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. «Sono a pezzi... non siamo di ferro né di marmo e quello che è capitato in questi mesi ha irrimediabilmente distrutto ogni tipo di corazza». Parole di Fernando Ferioli, che è rimasto da solo.

Ieri prima l’assessore d’Aiello, poi l’assessore Mengoli, l’ultimo, hanno presentato le dimissioni, di per sè irrevocabili. In un crescendo di eventi dove il caos emotivo e delle idee regna sovrano. Perché Ferioli in una nota annuncia che non si ricandiderà, e mentre molti scrivono nei social “Fine” o “Game over”e altri annunciano una mobilitazione per fargli cambiare idea, il sindaco in serata sposta la decisione di qualche... riunione.

Ieri ad esempio ha incontrato il Pd, e stamattina sarà dal prefetto. Dove dovrà essere chiarita l’esistenza di una procedura singolare, profilata nell’incontro di giovedì a Modena con tre degli assessori (poi dimissionari). E ribadita ieri, nella nota “di cui sopra”: «Formulerò la richiesta al Prefetto dell’invio di un incaricato che sostituisca gli assessori e permetta all’amministrazione di giungere a fine mandato».

Si entra così nel mondo delle nebbie burocratiche, perché non è normale la nomina di un commissario che sostituisca la giunta e lasci il sindaco al suo posto. E non si sa neanche quanti ne dovrà rappresentare il commissario-giunta. Lo statuto del Comune di Finale fissa un numero massimo di assessori (5), ma non dice nulla di un numero minimo. È vero, pensando alla giunta si pensa ad un organo collegiale, e la legge impone parità - o quasi - tra i sessi. Ma allora - al netto della tematica gender - la giunta di Finale andava indagata anche per questo, visto che i maschi erano quattro e la donna una sola. Sabbie mobili, dalle quali il sindaco può uscire in modo “normale” solo in due casi: dimettersi, o nominare lui - lasciando perdere il prefetto - almeno due assessori, un uomo e una donna, entro 10 giorni. Termine che per tre dei dimissionari ha iniziato a decorrere da venerdì. Ma Ferioli - come se a Finale ormai si fossero affezionati a “presenze commissariali” più o meno gradite - vorrebbe una sorta di garanzia, un affiancamento che lo metta al riparo pasticci amministrativi, esposti, denunce e... carabinieri. Ecco così la richiesta di aiuto al prefetto, dalla quale vedremo cosa sortirà. Di sicuro la sollecitazione a nominare gli assessori, magari su indicazione - consiglio amichevole - dello stesso prefetto.

Il problema è che c’è un bilancio da approvare, e almeno per questa legislatura Ferioli ha un obiettivo: «Permettere all’amministrazione di giungere a fine mandato, con l’approvazione di un bilancio che presenta un avanzo di oltre 9 milioni e che lascerò in eredità al sindaco che mi sostituirà dopo le elezioni del 5 giugno, oltre ad un bilancio in equilibrio, conti in ordine e una serie di progetti già avviati». L’intenzione qui sembra chiara: «Anche i consiglieri di maggioranza che decideranno di lasciare verranno surrogati per consentire di arrivare alla conclusione del mandato». Ad maiora.

Alberto Setti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google