I Nas visitano il Caseificio Novese
Controlli dei carabinieri dopo lo scandalo aflatossine: «Ma qui siamo puliti»
NOVI. Sono arrivati anche al Caseificio Razionale Novese i controlli dei Nas, il Nucleo Antisofisticazione Sanità dei carabinieri, e dell’Ausl per individuare se il formaggio prodotto con latte contaminato da aflatossine, ritenute le tossine più cancerogene esistenti, sia stato utilizzato anche da un produttore locale di Parmigiano reggiano.
Gli accertamenti rappresentano un’estensione sul modenese dell’indagine avviata dalla Procura di Brescia che mira a verificare che il latte infetto non sia stato miscelato con il latte sano.
Al Caseificio, a seguito dei controlli, finora non è arrivata nessuna comunicazione.
«Noi usiamo soltanto ingredienti di primissima qualità – dice il personale del Caseificio, interpellato dalla Gazzetta – la nostra è una coop che funziona ancora con i valori di una volta. Con il cosiddetto scopo mutualistico come obiettivo principale. Il fenomeno dell’utilizzo dell’aflatossina è presumibilmente stato dettato dalla volontà di guadagnare da parte degli imprenditori che l’hanno messo in pratica. Ma noi, che produciamo 300 forme al giorno di Parmigiano reggiano non siamo fatti così. I controlli ci sono stati, è vero, ma possiamo considerarli di routine: e finora non ci ha verbalizzato nulla nessuno. Siamo estranei dallo scandalo dell’aflatossina. Un fenomeno, peraltro, che non è nuovo, ma esiste da una decina d’anni come forma di guadagno illecito. Qui invece andiamo fieri della nostra qualità», conclude il personale del Caseificio razionale novese.
Serena Arbizzi
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