Insetti, a EntoModena una passione da ammirare e da gustare
Scarabei, ragni, farfalle, coleotteri e tanti altri insetti di ogni dimensioni e specie. Variopinti, monocolore, pelosi o con corazze spesse. Alla quarantacinquesima edizione di Entomodena, una delle...
MODENA. Scarabei, ragni, farfalle, coleotteri e tanti altri insetti di ogni dimensioni e specie. Variopinti, monocolore, pelosi o con corazze spesse. Alla quarantacinquesima edizione di Entomodena, una delle più prestigiose mostre mercato di insetti d’Europa e la più grande d’Italia, è possibili ammirarli tutti e, se si è interessati, anche acquistarne alcuni.
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Centinaia e centinaia di specie raccolte da esperti entomologi sono state posizionate negli oltre 200 tavoli allestiti per i 100 espositori accorsi da tutto il mondo. Dal Portogallo al Giappone, dall’Inghilterra all’Ucraina fino alla Russia, tutti hanno voluto un posto all’interno dei due padiglioni allestiti nella polisportiva Saliceta San Giuliano. E il pubblico non è mancato mantenendo il trend degli scorsi anni che si attestava sui 5.000 visitatori nei due giorni attirando anche i massimi esperti di molti musei italiani.
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Girando tra gli stand le storie di “cacce” fortunate si accavallano. Tutti hanno un aneddoto, un particolare insetto raro catturato in luoghi sperduti e ancora incontaminati del globo. Leonardo Falletti è arrivato da Torino per partecipare a Entomodena portando una parte della sua sterminata collezione «ma solo i pezzi che sono già presenti e quindi i “doppi” che posso scambiarli o venderli». Ha viaggiato per tutto il mondo «soprattutto in Turchia, Pakistan, Corea, Caraibi» ed è una vera e propria rock star del mondo entomologo.
«Più di 15 specie di insetti portano il mio nome - racconta Leonardo -. Uno di questi è lo Scabrosus Falletiano. Tempo dopo mi accorsi che un francobollo armeno, perché l’insetto è originario dell’Armenia, portava il mio nome perché dedicato proprio a quell’insetto appena scoperto». La sua passione è nata quando era un ragazzino trasmessa dalla madre che «essendo un’amante delle scienze naturali mi permetteva di scoprire e giocare con gli insetti. Mi dice: “Guarda qui quanto è bello”», riferendosi a ragni, farfalle e scarabei. «Ora collaboro con il museo di scienze naturali di Parigi e ho una collezione di più di 300 teche che più o meno contengono un migliaio di insetti diversi».
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Massimo Forti invece arriva da Milano e anche lui può vantare la scoperta di alcune specie di insetti: «Durante un viaggio in Eritrea ho trovato una nuova specie di coleottero e, cosa particolare, in quello stesso viaggio regalai, per studiarlo, un altro coleottero a un ricercatore francese che per sdebitarsi gli diede il mio nome». La sua passione è nata da ragazzo quando «mi regalarono una scatola di coleotteri. In quel momento nacque il sacro fuoco».
Ma la mostra mercato modenese si differenzia dalle altre europee perché contiene al suo interno anche laboratori per bambini, i più curiosi tra gli stand, e manifestazioni collaterali come presentazioni di libri e convegni. Ieri è stata la volta del libro delle dietiste Patrizia Pedrazzi e Tiziana Sinonimi scritto in collaborazione con Federica Masini: “Insetti: da vecchia pratica a novel food”. Sono loro a spiegare che «il tilt della sostenibilità alimentare spinge a trovare nuovi cibi e gli insetti, essendo ricchi di nutrienti sono da tenere in considerazione». Ma al momento si tratta, almeno per l’Italia «di un futuro molto distante. In Europa è invece già un passato prossimo». Saranno soprattutto «le farine, come quella di grilli, a entrare nella dieta delle persone ma serve una legislazione in merito». E se avete ancora dubbi «provate ad assaggiare. È solo una questione di mentalità».
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