Samorì: critiche, consigli e il ritorno di Bper Futura
L’avvocato con toni pacati ha annunciato che con le nuove regole della spa l’associazione riprenderà l’attività per dare un contributo alla governance
Non sono mancate le voci critiche, come si conviene in una assemblea dei soci, nel corso della lunga serie di interventi che si sono succeduti sul palco di Modena Fiere.
Su tutte quella di Gianpiero Samorì, che con toni pacati e misurati non ha risparmiato giudizi negativi, alternati a qualche complimento, sulla conduzione della banca negli ultimi anni e nel passato più recente.
Prima di lui si erano espressi in termini decisamente polemici Marco Fanfani dell’abruzzese Fondazione Carispaq e il socio Davide Fabbri. Fanfani ha definito «irresponsabile e demenziale la chiusura dell’Ufficio Sisma a L’Aquila», ritenendo l’Ufficio Ricostruzione un servizio fondamentale dovuto alla cittadinanza di quelle zone.
Le accuse di Fabbri riguardano invece le sofferenze, i crediti che non si riesce a riscuotere, un problema che angustia tutte le banche e non solo quelle italiane. Secondo Fabbri un quarto dei crediti Bper sono diventati sofferenze, collocando la banca al terzo posto in una ipotetica graduatoria nazionale negativa. Ma l’Ad Vandelli ha smentito, precisando che questi numeri non sono reali «perchè esistono vari livelli di valutazione dei crediti» e ha sottolineato che Bper si distingue dagli altri istituti di credito per l’elevato livello di coperture che sono state deliberate proprio per i crediti deteriorati. L’intervento di spicco resta ovviamente quello dell’avvocato Gianpiero Samorì, che ha sospeso la propria attività di critica e sprone alla governance, oltre che la scalata al vertice, in attesa del passaggio da cooperativa a spa e del conseguente mutamento delle normative.
Samorì ha voluto ricordare i nomi di dirigenti del passato di Bper, da Monzani a Battini, Colizzi, Lelli e Leoni, quest’ultimo definito «un grande direttore generale e un pessimo amministratore delegato», poi è passato alla raffica di giudizi critici: «In Italia - ha detto Samorì - purtroppo chi ha una visione avanzata è svantaggiato.Ora avverrà quello che avevo previsto perché dopo dieci anni di gestione da parte di amministratori non all’altezza si arriverà all’azzeramento del valore delle azioni. Da anni io propongo l’aumento di capitale necessario per questa banca, era doveroso anticipare i tempi con un aumento di un miliardo, un miliardo e mezzo e ora non sarà il Fondo Atlante a risolvere i problemi perchè si arriverà ad azzerare il valore della banca. Poi, riguardo al modello federale, da tempo dico che è stato portato avanti in modo sbagliato perché la giusta applicazione doveva prevedere un polo del Sud e un polo sardo, oltre a quello che fa capo a Modena. Ora si è passati da un estremo all’altro e si è esagerato accorpando tutto in Bper. I costi di gestione vanno ridotti nettamente e qui invece si spende oltre un milione per l’amministratore delegato, non va bene, numeri alla mano. Si continua con una struttura farraginosa che costa troppo. Non è etica e non va bene sul piano economico. Posso annunciare che con il passaggio a spa la mia associazione “Bper Futura” tornerà ad avere un ruolo importante, anche se devo ricordare che già negli ultimi anni è stato dato un contributo significativo, nell’eliminare compensi assurdi e fidi ad amministratori e a fare in modo che il Cda fosse sempre più qualificato, come sta avvenendo, anche se ancora si può fare decisamente meglio». E dicendo queste parole Samorì si è rivolto verso il palco, dove ancora, secondo la sua opinione, siedono persone che non dovrebbero stare su quelle poltrone.
Stefano Turcato
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