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Tre ladri d’appartamento presi a Modena dopo l’inseguimento

Tre ladri d’appartamento presi a Modena dopo l’inseguimento

Un vicino li scopre in azione in via Staffette Partigianea Modena, li rincorre e dà l’allarme I banditi sono stati catturati dalla polizia su un marciapiede della stazione

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MODENA L’allarme di un cittadino è stato fondamentale. Quando ha visto le due persone che armeggiavano attorno alla porta in via Staffette Partigiane ha gridato e ha messo in fuga i ladri. Poi ha avvisato subito la Questura e si è messo a inseguirli a piedi.

IL TENTATO FURTO Immediatamente è scattata la caccia all’uomo anche se questa volta i poliziotti avevano una carta in più per prendere i topi d’appartamento. Già da qualche ora presidiavano in borghese le strade attorno alla Sacca e alla Crocetta sperando d’intercettare qualche veicolo sospetto. Nei controlli silenziosi sulle targhe è incappata anche una vettura sospetta, risultata di un parente di un pregiudicato georgiano, già noto come razziatore di appartamenti.

In breve: pedinamenti e appostamenti hanno portato alla cattura di due malviventi in stazione, davanti a decine di cittadini che hanno visto ammanettare a terra i due ladri, e poi del terzo complice che guidava la macchina. I due erano entrati la mattina verso le 8.30, approfittando dell’uscita di un residente e poi erano saliti all’ultimo piano prima di ridiscendere con l’orecchio vigile per capire dove c’erano le case vuote.

LA CATTURA IN STAZIONE Una volta scoperti si sono dati alla fuga tra giardini, siepi e reti di recinzione sino alla cattura sui binari. Tutti e tre georgiani e con precedenti specifici, processati ieri per direttissima per tentato furto.

Per loro la Questura ha fornito solo le iniziali: B.O. di 32 anni, B.L. di 39, D.L. di 26. Per tutti la stessa provenienza, la Georgia ai piedi del Caucaso, che fornisce manodopera specializzata per questo tipo di reati.

Nella vettura i poliziotti hanno trovato il completo del perfetto scassinatore di case: dalla “chiave bulgara”, un piccolo attrezzo di ferro che usato a dovere permette di aprire ogni serratura blindata di vecchio tipo, sino a guanti di gomma e altri attrezzi per forzare porte e finestre.

Ma per una banda scoperta ce ne sono altre decine che come in un formicaio ogni giorno sono sparse ovunque per cercare bersagli sensibili e su questo il dirigente della Squadra Mobile, Enrico Tassi, non si stanca di ripetere il suo appello ai modenesi.

«Il moltiplicarsi di ladri che aggrediscono garage e appartamenti - dice - deve spingerci ad alzare le barriere di protezione, esattamente come facciamo per auto e moto. La tecnologia ci dà una mano, ma le telecamere possono essere d’aiuto per le indagini solo dopo che il danno è stato fatto. Dobbiamo scegliere: vogliamo rendere la vita difficile ai ladri? Fino a che per loro sarà troppo facile colpire noi saremo costretti a rincorrerli. Un esempio? La chiave a doppia nappa per una serratura blindata serve quasi a nulla, nel senso che la violano facilmente come una normale. Per entrare bastano una decina di secondi».

Saverio Cioce

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