Rebus Maserati, vertice in Regione e i sindacati sperano in Renzi
Le sigle sindacali sperano in un intervento diretto del premier per la risoluzione del problema esuberi all'interno della storica fabbrica di automobili. Nel frattempo a Bologna la Regione incontra il sindaco di Modena
MODENA. Si è svolto nella sede della Regione Emilia-Romagna l'incontro tra il presidente Stefano Bonaccini, l'assessore alle Politiche economiche Palma Costi e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che hanno illustrato ai rappresentanti di Fca le esigenze della comunità locale su produzione e occupazione in Maserati.
Le istituzioni - spiega Maserati in una nota - hanno positivamente riconosciuto il lavoro svolto da Fca per rafforzare Maserati, evidenziando al contempo che l'azienda è un simbolo di Modena e dell'Emilia-Romagna e che il valore del brand è strettamente collegato a questo territorio. E' quindi fondamentale - per Regione e Comune - che venga rafforzata la strategia Maserati su Modena, nell'ambito scelto da Fca, che colloca l'impresa, con numeri maggiori e in particolare una produzione più consistente, nel segmento premium.
E' stato inoltre giudicato positivo che al 31 dicembre 2015 fossero 535 le nuove assunzioni di Maserati a Modena: un numero destinato a diventare di circa 600 entro la fine di quest'anno, portando la presenza complessiva di dipendenti Maserati in città a 1.300, per la grandissima maggioranza (circa il 90%) a tempo indeterminato. A fronte di questi dati positivi e nonostante la rassicurazione dell'azienda sul fatto che nessun dipendente sarà licenziato, le istituzioni hanno ribadito a Fca la preoccupazione per la scadenza delle attuali produzioni di Maserati nello stabilimento modenese, che continuerà a produrre la Alfa 4C. L'azienda ha sottolineato che nessuna decisione è già stata presa, né in un senso né nell'altro, sul permanere a Modena della produzione di almeno un modello di Maserati, con una produzione di nicchia. Le istituzioni hanno chiesto con determinazione di giungere a una risposta positiva, e assicurato disponibilità totale, anche lavorando insieme al Governo per un accordo come quello che ha consentito il rafforzamento in Emilia-Romagna della Lamborghini.
I sindacati confidano nello slancio del Premier Matteo Renzi, venerdì scorso in regione, per una possibile svolta sul caso Maserati (incombe lo stop alla produzione di grancabrio e granturismo a Modena dal primo giorno del 2017). Se Renzi ha confessato a Bologna che il governatore Stefano Bonaccini lo ha già richiamato all'ordine e quindi "cercheremo di dare una mano", Fiom-Cgil, Fim-Cisl E Uilm-Uil aspettano che lo stesso Bonaccini incontri in questi giorni una delegazione aziendale, dopo la riunione già sfumata nei giorni scorsi in regione.
I tre segretari provinciali dei metalmeccanici, Cesare Pizzolla, Claudio Mattiello e Alberto Zanetti, non registrano novità in fabbrica ma si dicono preoccupati sia per i 120 esuberi emersi (105 operai e 15 impiegati, su 300 posti in tutto) sia per i lavoratori che resteranno negli stabilimenti modenesi del tridente.
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Intanto, la Cig procede e a maggio è attesa in aumento ma procede pure "all'insegna di una grande incertezza" la consultazione interna sul trasferimento di addetti in Ferrari, neanche una cinquantina, o in altri siti del gruppo ex Fiat, anche se di ufficiale le parti sociali non sanno ancora nulla. Si aspetta in ogni caso un cenno dalle istituzioni: "Alcuni punti di vista diversi tra noi sindacati restano, ma a livello istituzionale ci muoviamo insieme. Il problema è capire cosa ha in mente l'azienda, che ha già detto di non voler programmare grandi volumi qui. Resta l'assemblaggio dell'alfa 4c; se poi arrivasse un modello Maserati di nicchia ciò significherebbe 2.000-3.000 Vetture l'anno, non sarebbe male ma non basterebbe- segnala il segretario Fim- per salvaguardare appieno l'occupazione. Sui 40-50 dipendenti che potrebbero essere trasferiti aspettiamo di saperne di più".
In questo quadro, "siamo preoccupati sia per i lavoratori in esubero sia per quelli che rimangono" con una prospettiva di nuova cassa integrazione, aggiunge Pizzolla.
Contestualizza Zanetti: "fino al 2018 gli accordi nazionali dicono che nessun stabilimento deve cessare e che al 2020 ci sarà la chiusura degli ammortizzatori sociali nel mondo ex Fiat.
Vedremo gli investimenti sul levante a Mirafiori e quali auto verranno collocate a Modena, dove sarebbe un delitto chiudere sia per l'indotto sia per l'esperienza dei lavoratori modenesi".
Pizzolla intanto spera su Renzi: "c'erano già state interpellanze del deputato Pd Davide Baruffi al governo, ora si è accesa la 'spia rossa' su Maserati; aspettiamo, intanto è un bene aver creato di nuovo attenzione sulla vertenza".
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