Finale: l’unica certezza è il voto
Elezioni il 5 di giugno, il resto è tutto traballante, anche il sindaco se non nomina la nuova giunta
FINALE. Il 5 giugno, a prescindere da quello che accadrà in questi 45 giorni, i finalesi andranno alle urne per scegliere la nuova amministrazione.
È questa l’unica certezza - e rassicurazione - che viene da fonti della Prefettura, cui il sindaco Ferioli si sta rivolgendo ripetutamente in questi giorni per cercare conforto e soluzioni al pasticcio nel quale l’amministrazione si è cacciata.
Il resto è una palestra di ipotesi giuridiche che destano anche perplessità, a cominciare dalla famosa questione del commissario prefettizio- giunta che affianchi un sindaco in carica. Una ipotesi che non trova riscontri nel sistema delle autonomie locali previsto dalla legislazione del dopoguerra e dagli statuti.
Ferioli, che teme di non trovare assessori sufficienti e coraggiosi per comporre una nuova giunta di emergenza e a scadenza, si è appellato più volte ad una figura prefettizia al posto della giunta. Figura prevista in un regio decreto del 1934 mai abolito, ma per un contesto sociale e giuridico opposto. Eravamo ai tempi del duce, e dello stato padrone, per intendersi.
A leggere l’articolo 19 si può anche ipotizzare - eccome - un caso di scuola, ma l’impressione è che concretamente se viene commissariata la giunta perchè nessuno si trova per fare l’assessore, finisca per essere commissariato anche il sindaco incapace di metterla in piedi.
Quanto al numero degli assessori, lo statuto del Comune non prevede il numero minimo. Ci potrebbe dunque essere un sindaco-giunta, se non fosse che per il funzionamento della giunta serve che a deliberare sia la maggioranza dei componenti. Prendendo per buono il massimo consentito dallo stesso statuto (5 assessori più il sindaco) ne servirebbero dunque tre, più il sindaco. Ed è su questo numero che Ferioli farà bene a sbrigarsi (gli restano 6 giorni...) per nominate una giunta che approvi lo schema di bilancio da sottoporre - e pure per tempo - ai consiglieri. Senza il quale non si può presentare il bilancio al consiglio comunale (convocato per domani), tantomeno approvarlo. Bilancio sì, bilancio no, alle elezioni si va comunque.
Ed è quello che è ben chiaro alle altre forze politiche: la lista civica “Ora Tocca a Noi” ha nuovamente esternato ieri la voglia di cambiamento radicale, al di fuori dei partiti e delle bandiere. Esternazioni di cui si sono fatti carico Monica Cotti, Santa De Simone e - con un accorato e al solito duro intervento - Maurizio Poletti, ex candidato a sindaco del centrodestra e oggi consigliere de Lo Scarriolante.
Tra le novità in divenire anche i grillini: oltre ad Andrea Pavani i Cinque Stelle devono scegliere come candidato sindaco tra Giacomo Bregoli, allenatore di basket a Cavezzo, e il massese Mattia Veronesi.
Il tutto in una evidente dicotomia: una Finale ancorata ad un presente burrascoso, confuso, burocratico; ed una Finale che impegna tutti a chiudere una storia difficile. Per aprirne un’altra. Incluso il Pd, che è pure disposto a piazzare gli assessori “a scadenza” che servono ora, ma non vorrebbe ulteriormente bruciare figure come quella di Andrea Ratti per il futuro. (ase.)
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