La metà delle donne è italiana Forte il ruolo dei consultori
Le interruzioni volontarie di gravidanza di donne residenti in Emilia-Romagna (7.456 casi) costituiscono l’88.0% degli interventi eseguiti in regione (dato simile al 2013), mentre sono l’8.0% (675...
Le interruzioni volontarie di gravidanza di donne residenti in Emilia-Romagna (7.456 casi) costituiscono l’88.0% degli interventi eseguiti in regione (dato simile al 2013), mentre sono l’8.0% (675 casi) quelle effettuate da residenti in altre regioni e il 4.0% (342) quelle effettuate da residenti all’estero (in diminuzione).
La composizione delle donne che effettuano Ivg in Emilia-Romagna, in termini di cittadinanza e residenza, è notevolmente mutata nel tempo, vedendo crescere notevolmente la quota di donne straniere e calare la quota di donne italiane, sia residenti che non residenti in regione. Anche nel 2014, come nei due anni precedenti, il calo delle Ivg in valore assoluto riguarda però tutte le componenti della popolazione: sia le Ivg effettuate da residenti con cittadinanza italiana (nel 2014 sono 4.249, erano 4.484 nel 2013 e sono in costante calo negli ultimi 16-17 anni), sia le Ivg effettuate da residenti con cittadinanza straniera (3.207, in calo da quattro anni nonostante prosegua la crescita della popolazione femminile residente straniera in età fertile), sia le Ivg effettuate da non residenti italiane e straniere (1.017 in totale, 172 casi in meno rispetto allo scorso anno).
Per quanto riguarda il luogo della certificazione, nel 2014 tra le residenti il 68.5% si è rivolta al consultorio familiare, dato in costante crescita negli anni e decisamente più alto della media nazionale (41.6% nel 2013, ultimo dato disponibile); la quota di certificati rilasciati da un ambulatorio ostetrico-ginecologico è del 13%, mentre sono il 18.1% i certificati rilasciati dal medico di fiducia.
Considerando il totale delle interruzioni volontarie di gravidanza effettuate nella nostra regione nel 2014 (residenti e non residenti), la quota di quelle a carico della popolazione con cittadinanza straniera è pari al 43.6%, corrispondente a 3.698 casi. L’analisi per aree di provenienza delle cittadine straniere, per il 2014 come nei due anni precedenti, evidenzia che oltre il 19% di esse proviene dalla Romania e che un 40% circa proviene da altri cinque paesi (Marocco, Albania, Moldova, Cina, Nigeria), sebbene i dati prodotti dalle diverse Aziende Sanitarie mostrino discrete differenze nelle etnie più rappresentate, riflettendo le diverse composizioni della popolazione straniera presente nei territori aziendali.
Guardando al caso specifico di Modena, unendo i dati di Ausl e Policlinico, il 55,2 per cento delle donne è di nazionalità italiana, il 44,8 per cento è invece di cittadinanza straniera (la media regionale, in questo caso specifico, si ferma a quota 43,6%).
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