La ribellione di Recovato: «Paese lasciato al degrado»
Petizione di oltre 250 firme per chiedere più decoro urbano: «Facciamo spesso da soli, dagli altri solo promesse e i parchi sono discariche»
CASTELFRANCO. «Vogliamo far sentire la voce dei residenti di Recovato». Così Dario Cafiero, del Comitato per lo sviluppo di Recovato, descrive l'obiettivo della raccolta firme che sarà depositata il Comune di Castelfranco: «Abbiamo oltre 250 firme, ben più del previsto. Speriamo di arrivare a trecento».
«Questa petizione - spiega Stefano Manfredi del Comitato - si propone prima di tutto di ottenere un’area verde ai bambini di Recovato, che adesso giocano per strada. Oltre a questo ci sono molte situazioni che abbiamo segnalato al Comune già nel gennaio dell'anno scorso. Alcune sono risolte, altre invece continuano ad essere un problema».
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Nel corso dell'ultimo anno, infatti, è stata pareggiata e delimitata una zona destinata a divenire area verde, ed è stata evidenziata la segnaletica orizzontale di Stop all'incrocio tra via Spalato e via per Recovato.
Altri interventi, però, sono stati effettuati per mano degli stessi abitanti, e altri ancora restano incompiuti: «Proprio presso quell’incrocio, dalla fermata dell’autobus in via per Recovato, non sono state evidenziate le strisce pedonali, in un punto in cui passano molti bambini e le auto vanno veloci - dice Cafiero - Inoltre non sono stati presi accordi con i proprietari per fare un collegamento tra via per Recovato e l'area verde di via Martiri, per dare un passaggio più sicuro ai bambini. Non c'è una cura del verde pubblico, con tubi che fuoriescono dalle aiuole, e un caso in cui la chioma di un albero ha inglobato un palo della luce. L’illuminazione lungo via Spalato continua ad essere assente, l’asfalto non è curato».
«Alcuni di noi si sono attrezzati per cercare di dare un minimo di decoro - dice Manfredi - Sono state tagliate le erbacce nelle aiuole e sono stati piantati alberelli, ...».
«Dalla fermata del bus in via Spalato ho dato una sistemata io con della ghiaia», racconta Elio Cavalieri.
«I problema è che se dobbiamo aspettare il Comune aspettiamo un bel po’», commenta Righi. Una difficoltà nell’intervenire è causata anche dal fatto che buona parte di Recovato è dal 2007 in mano a due imprese di costruzione, Carmellini e Famigli, che hanno lasciato molti interventi incompiuti, come sulle aree verdi, che risultano invece abbandonate e somiglianti talvolta più a discariche che a futuri parchi.
«Perché bisogna sempre aspettare l'intervento di terzi? - si chiede Righi - Perché non può intervenire il Comune?». Comune che, nel 2017, potrebbe riscattare la fideiussione dalle due compagnie, che scade in quell’anno. «È ora di farla finita con le promesse - dice Vanzini Elisa - non siamo cittadini di serie B».
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