Maserati, ora si spera nel modello di nicchia
I dirigenti De Biasi e Galante al tavolo con Bonaccini, Costi e Muzzarelli Unica certezza: «Nessuna decisione è stata presa in un senso o nell’altro»
L’allarme è già stato rilanciato più volte: la produzione Maserati a Modena dovrebbe cessare nel 2017. Se ne è parlato ieri in un atteso incontro in Regione fra una rappresentanza aziendale di Fca, che controlla Maserati, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l'assessore regionale alle attività produttive Palma Costi e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. L’esito dell’incontro può essere sintetizzato nella dichiarazione rilasciata dalla rappresentanza di Fca (Pietro De Biasi e Luigi Galante): «Nessuna decisione è già stata presa, nè in un senso nè nell'altro, sul permanere a Modena della produzione di almeno un modello di Maserati, con una produzione di nicchia».
Rassicurazioni, se così si possono definire, che arrivano dopo l'allarme lanciato dai sindacati su cassa integrazione e stop produttivo nello stabilimento modenese del Tridente in viale Ciro Menotti.
Le istituzioni hanno ribadito a Fca «la preoccupazione per la scadenza delle attuali produzioni di Maserati nello stabilimento modenese, che continuerà a produrre la Alfa 4C». Comune e Regione hanno chiesto di «giungere a una risposta positiva» e assicurato «disponibilità totale, anche lavorando insieme al governo per un accordo come quello che ha consentito il rafforzamento in Emilia Romagna della Lamborghini».
E visto che «la cultura della produzione automobilistica a Modena è molto profonda e parte integrante del territorio», Comune e Regione porteranno avanti «ogni azione possibile perché resti a Modena la produzione di almeno due modelli di alta gamma Maserati e Alfa Romeo». Appare «fondamentale, per Regione e Comune, che venga rafforzata la strategia Maserati su Modena, nell'ambito scelto da Fca, che colloca l'impresa, con numeri maggiori e in particolare una produzione più consistente, nel segmento premium». In ogni caso è stato giudicato positivamente il fatto che al 31 dicembre 2015 fossero 535 le nuove assunzioni di Maserati a Modena (per la grande maggioranza laureati di alto profilo): e si potrebbe salire a 600 entro la fine di quest'anno, portando la presenza complessiva di dipendenti Maserati in città a 1.300, per circa il 90% a tempo indeterminato. «Si tratta di una presenza cospicua, che renderà più consistente anche la produzione di motori arricchendo quindi la filiera produttiva territoriale (logistica compresa)», dicono Comune e Regione.
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