Gazzetta di Modena

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Meno aborti, crescono i medici obiettori

di Davide Berti

Un ginecologo su due non pratica interruzioni di gravidanza: in un anno 1297 casi in provincia, 122 in meno rispetto al 2013

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Crescono i medici obiettori e calano gli aborti. Sono i due dati più significativi del rapporto sulle interruzioni volontarie di gravidanza stilato dalla Regione Emilia Romagna sugli ultimi dati completi disponibili, riferiti quindi al 2014.

Oggi anche a Modena questa tendenza è rispettata: un medico su due nelle strutture ospedaliere della provincia non pratica l’aborto, arrivando a creare situazioni come quella di Pavullo - già note alle cronache da giorni - dove nessun medico pratica l’interruzione volontaria di gravidanza. Sull’altro fronte, però, va detto che gli aborti sono in costante calo da diversi anni a questa parte.

Il numero di interruzioni volontarie di gravidanza effettuate in regione nel 2014 è pari a 8.473 (-7.5% rispetto al 2013), di cui 7.456 a carico di donne residenti in Emilia-Romagna. Modena incide con 1297 casi (il 15,3 per cento degli aborti in tutta la regione), 122 in meno rispetto al 2013 e un calo più alto rispetto alla media regionale, attestandosi attorno al 9,4 per cento.

Si conferma la lieve costante diminuzione delle Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza) in regione, con un calo percentuale tra il 2005 e il 2014 del 22%; il numero è sceso sotto quota 10.000 a partire dal 2012 (non succedeva dal 1979).

Nel 2014 si assiste ad una lievissima flessione del tempo di attesa tra il rilascio del certificato e l’interruzione di gravidanza. Per gli interventi non urgenti il 16.2% è stato effettuato entro una settimana, il 50.5% dopo un’attesa compresa tra gli 8 e i 14 giorni, il 24.7% tra i 15 e i 21 giorni e il 8.7% oltre i 22 giorni; nel complesso gli interventi eseguiti oltre i 14 giorni di attesa sono passati in 5 anni dal 30.8% - dato 2010 – al 26.4%. Per le Ivg con certificazione urgente l’85.2% degli interventi è stato eseguito entro i primi 7 giorni (erano il 76.8% nel 2009), il 14.1% tra gli 8 e i 14 giorni e lo 0.7% dei casi oltre le due settimane di attesa.

Nelle strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna che praticano interruzioni volontarie di gravidanza, l’incidenza dell’obiezione di coscienza riguarda oltre la metà dei medici ostetrici-ginecologi (54.5%, in diminuzione rispetto al 2013) e circa un terzo dei medici anestesisti (32.4%), con una grande variabilità tra le Aziende. I corrispondenti dati medi nazionali (2013) risultano decisamente più elevati (rispettivamente pari al 70.0% e al 49.3%). A Modena, sempre stando ai dati del 2014 (vedi tabella qui sopra) i medici obiettori erano rimasti 37, i non obiettori 34, quasi in parità rispetto agli organici di Ausl e Policlinico.

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