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Cispadana, due varianti ma nessuno se n’è accorto

Cispadana, due varianti ma nessuno se n’è accorto

Nel modenese il tracciato cambia a Finale avvicinandosi alle case di via per Cento e cambia a Novi per schivare l’antico “castrum”. Pochi giorni per le osservazioni

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Due varianti alla Cispadana, l’autostrada da un miliardo e mezzo di euro, che impatterà decine di migliaia di persone e taglierà a metà il cuore dell’agricoltura della Bassa, per far spazio al progresso e allo sviluppo industriale.

Una variante a Novi, per schivare un antico “castrum” reso evidente dagli studi archeologici. E una variante a Finale, che comporterà un rilevante avvicinamento dell’autostrada al capoluogo, soprattutto al nucleo abitato di via Per Cento, oltre che ad Alberone.

Eppure di questa doppia variante, nel modenese, ad un progetto che per alcuni è una disgrazia da industrialismo preistorico e per altri è la manna dal cielo del futuro, nessuno - o quasi - sapeva niente.

Un bel niente. Perchè la gente - anche “altolocata” - si è accontentata dell’annuncio profetico di inzio anno, quello del Governo che aveva “sbloccato” l’autostrada. E invece non era esattamente così. Anzitutto perchè dietro c’è un braccio di ferro che è durato mesi, in sostanza tra un Ministero dell’Ambiente più in linea con il resto del Governo e il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo più “resistente”, le cui valutazioni hanno stroncato sul nascere il progetto, con pesanti rilievi sull’impatto paesaggistico, cementizio e idromorfologico.

Il braccio di ferro il Governo il 10 febbraio lo ha in effetti risolto a favore del cemento (detto anche sviluppo). Ma con una serie di prescrizioni - almeno in questa fase - che deluderanno le speculazioni dei costruttori di capannoni che hanno già acquisito da tempo i terreni. Circostanza - pure questa delle acquisizioni “profetiche” - sulla quale non si è mai voluto studiare a fondo.

E, tra altro, ecco l’approvazione delle due varianti.

Una per risparmiare l’antico “castrum” di Novi, l’altra anche per evitare di infilare il viadotto dell’autostrada sopra al punto più pericoloso di Finale, la doppia curva del Panaro, con le sue problematiche di rischio idraulico. Viadotto a sei corsie, perchè se è vero che oggi ne sono previste due per senso di marcia e la corsia di emergenza, la Cispadana che viene raccontata fuori dalla Bassa (dove si parla invece di sviluppo locale, di migliore viabilità e di rilancio post sisma) servirà a deviare il traffico dall’autostrada del Sole e a collegare un domani l’Europa dell’Est al mediterraneo occidentale. Con le inevitabili e adeguate corsie. Una spinta che “sacrifica” ogni ostacolo locale (gli odiati comitatini...) e che suggerisce inevitabilmente di non parlare troppo, finchè il gatto non è nel sacco. Quindi, fatte le debite e formali comunicazioni in spazi e contesti che sfuggono alla gente (i comitatini) nessuno ha detto chiaramente che l’iter della Via è ripartito. Che il progetto è stato pubblicato sull’ermetico sito del Ministero. E che dal 18 marzo c’erano 60 giorni per le osservazioni. Ne sono già passati 33. Sapevatelo...

Alberto Setti

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