Gazzetta di Modena

Modena

Colpo alla Polstrada di Modena: rubati 18mila euro

di Carlo Gregori
Colpo alla Polstrada di Modena: rubati 18mila euro

Una ex dipendente civile della polizia responsabile della chiave condannata a due anni per peculato, mai ritrovato il bottino

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Un’ex dipendente civile della polizia stradale di Modena (oggi in servizio in un’altra provincia) è stata condannata ieri mattina con rito abbreviato a due anni di carcere (pena sospesa) per peculato. È ritenuta coinvolta in un colpo grosso avvenuto negli uffici di via Giardini, un fatto rimasto pressoché sconosciuto: qualcuno rimasto nell’ombra ha svuotato la cassaforte di ben 18mila euro, mai più ritrovati.

Non ci sarebbero prove che lei abbia materialmente rubato il denaro, stando a quanto è emerso nel corso dell’udienza a porte chiuse, ma allora era la responsabile della chiave della cassaforte e come tale è stata ritenuta colpevole del reato di peculato. È stata invece assolta per un’indagine parallela nella quale era rimasta coinvolta successivamente: era imputata per accesso abusivo al sistema informatico della Motorizzazione Civile di Modena.

Il caso è rimasto sottotraccia per quasi quattro anni: la notizia non era stata diffusa fuori dalla sede di via Giardini. La funzionaria lavorava in via Giardini in un ufficio con un collega che però non è mai stato coinvolto nell’indagine condotta dal pm Luca Guerzoni.

Ecco i fatti emersi (si consideri che in giudizio abbreviato viene presentato solo l’essenziale). Un giorno del giugno 2012 si scopre che è bloccato il cassetto che contiene la chiave della cassaforte. La cassaforte resta chiusa, nonostante numerosi tentativi di aprire il cassetto. Responsabile della chiave del cassetto è la dipendente civile, che però non trova la sua chiave e sporge denuncia di smarrimento.

In questo gioco di chiavi sparite e bloccate, iniziano a fiorire sospetti tra i colleghi venuti a conoscenza del misterioso episodio. Si cerca di risolvere la questione imbarazzante ma senza successo. Quattro giorni dopo l’allora comandante Annalisa Mongiorgi viene avvertita ma subito dopo si scopre che misteriosamente il cassetto è stato forzato e sbloccato. La cassaforte viene finalmente aperta: mancano 18mila euro.

Del furto avvenuto dentro un ufficio di polizia viene immediatamente avvisata la Procura. Il pm Luca Guerzoni avvia le indagini ma, fatto davvero insolito, queste vengono condotte dalla stessa polizia stradale di Modena anziché da un altro corpo delle forze dell’ordine, come avviene di solito.

La dipendente civile è subito sospettata di un qualche coinvolgimento perché responsabile della chiave della cassaforte in quanto in possesso della chiave del cassetto che la custodiva. Era l’unica ad avere però la chiave del cassetto? Ed esisteva solo una chiave della cassaforte? Sono interrogativi che ieri non sono emersi in sede processuale davanti al giudice Eleonora Pirillo.

Oltretutto, la dipendente civile è stata anche imputata per una seconda questione: durante le indagini è stata accusata di essere entrata abusivamente nel sistema informatico della Motorizzazione Civile di Modena per favorire qualcuno. Gli episodi di intrusione sarebbero cinque in tutto in un arco di tempo abbastanza ravvicinato. Accusa che però ieri è caduta: il giudice l’ha assolta.

Assistita dall’avvocato Pina Di Credico, l’imputata è stata condannata a due anni per peculato e anche per la simulazione di reato, in quanto si ritiene che abbia finto di aver perso la chiave del cassetto. La difesa annuncia soltanto che ricorrerà in appello, in quanto ritiene che non ci sia una prova concreta che accusi la funzionaria, nel frattempo trasferita ad altra sede.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google