Modena, un fiume di bonifici nei “paradisi”
Zavatti, Cgil, illustra i dati di Banca Italia sulle segnalazioni: «Operazioni sospette da settori trainanti»
Franco Zavatti, della Cgil Modena e coordinatore sicurezza e legalità della Cgil Emilia-Romagna torna a puntare i riflettori sui dati che vedono Modena “brillare” in tema di riciclaggio e di flussi di denaro nei paradisi fiscalui. Nell’ultima relazione Banca d'Italia-Uif, relativamente alle segnalazioni delle “operazioni finanziarie sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo internazionale” l'Emilia Romagna viene confermata fra le regioni a rischio e dove il fenomeno è in crescita.
«L'anno che abbiamo alle spalle - spiega Zavatti - si chiude con una crescita nazionale del 15% sul numero delle segnalazioni sospette, raccolte da Banca d'Italia, che arriva a 82.428 segnalazioni. Il perdurare della crisi non frena bensì accelera e perfeziona le modalità della economia malavitosa. Ben l'83% di quelle segnalazioni "risultano attendibili e perciò non archiviate" ed inoltre, dato ancor più allarmante, triplicano quelle per sospetto finanziamento del terrorismo».
«In Emilia Romagna l'anno si chiude con ben 5.579 operazioni sospette e con un balzo del 17%, superando la media nazionale. Peggio di noi Lombardia, Campania, Lazio,Veneto e Piemonte. Il podio grigio delle nostre province regionali è occupato da Bologna con 1.294 segnalazioni a rischio - con incremento del 20% - Modena con ben 821 e un più 18,6%, Reggio con 788 e un più 29%: più o meno il ritratto di Aemilia ».
«Numeri sconvolgenti, ma che non suscitano dibattito ed adeguata attenzione sociale, in particolare nel nostro mondo dell'economia e delle imprese. Tanto più perché sono numeri che si collocano per il 56% nelle cosiddette "classi di rischio" medio e alto e che si rivolgono a "clienti" dei settori economici per noi centrali: edilizia, industria e commercio. Con "importi medi" delle operazioni finanziarie sospette dell'ordine di 70.660 euro, utilizzando bonifici,vendita/acquisto/trasferimento titoli, assegni e contante. Si parla degli stessi settori dove peraltro cresce il riscontro di lavoro nero, irregolare ed illegale, fonte riconosciuta e consolidata di "fondi neri" che poi dovranno essere in qualche modo riciclati e rimessi in circolo. Ultimo top-black in peggioramento, che purtroppo ci assegna l'investigazione della Banca d'Italia, riguarda l'interscambio di bonifici finanziari con i Paesi paradisi fiscali. Modena e Piacenza sono le uniche due province in regione col colore rosso per rilevare che il 15%-18% del totale dei bonifici provenienti dall'estero partono dai "paradisi"». «Ancor peggio - conclude Zavatti - solo la provincia di Modena, unica in regione e fra le 16 italiane, si distingue con una media del 25-30% di bonifici emessi verso paradisi fiscali che vedono, nell'ordine, dopo la Svizzera, Hong Kong e l'intera serie degli Emirati. È ovvio, ma è bene ricordare, che per queste operazioni “altamente attenzionate”, proprio non c'entrano le povere rimesse dei lavoratori stranieri immigrati quanto invece i settori economici e finanziari ben consigliati da scafati consulenti.».
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