Scuola materna, Comune e maestre sono ai ferri corti
Continua il braccio di ferro sull’ingresso di tre nuovi asili nella Fondazione Cresci@mo: «Così privatizzate tutto»
C’è tensione tra Comune di Modena e scuole materne comunali. Dopo l’ufficialità del passaggio di tre nuove scuole nella Fondazione Cresci@mo - l’ente creato ad hoc ormai tre anni fa - la giunta Muzzarelli respinge le critiche dei sindacati sulla «privatizzazione» delle scuole d'infanzia che andrebbero ad accrescere il numero di quelle controllate dalla Fondazione stessa. «Con il passaggio di tre scuole d'infanzia alla fondazione cresciamo, totalmente pubblica e interamente comunale - spiega la giunta - non si realizza alcuna privatizzazione del servizio scolastico ma si rafforza, invece, il ruolo del pubblico nel sistema scuola». Questo, continua la giunta in una nota dopo la tradizionale riunione del martedì, «di fronte ai rigidi vincoli imposti ai comuni dalla legge di stabilità, che non consente di assumere il personale necessario a garantire il turnover nell’insieme dei servizi, tra cui gli insegnanti nei nidi e nelle scuole d'infanzia a gestione diretta».
Parlando di «contraddizione» nella posizione dei sindacati, perchè «da una parte si lamentano che non abbiamo informato le insegnanti, dall'altra ci dicono che non dobbiamo coinvolgere i dipendenti senza prima aver definito i contenuti con i sindacati, ai quali però il piano era già stato presentato», la giunta precisa ancora. In particolare, sulla scia di altri scontri recenti, Muzzarelli e i suoi segnalano che «gli obiettivi dell’amministrazione comunale in termini di servizi da offrire alle famiglie non sono oggetto di trattativa sindacale, mentre c'è ampia disponibilità a continuare il confronto per arrivare a definire un miglioramento degli aspetti contrattuali ed economici». Nel frattempo, come annunciato nei giorni scorsi, «verranno attivati specifici tavoli tecnici con educatrici, insegnanti e pedagogisti per definire i contenuti dei servizi flessibili da attivare nel prossimo anno scolastico».
I nodi centrali sono tre: il diverso trattamento degli insegnanti delle scuole della fondazione rispetto al resto dei colleghi, l’allarme privatizzazione e la proposta, tra più di un anno, cioè dal luglio 2017, di tenere aperti i nidi per tutto il mese per venire incontro alle richieste delle famiglie. Come spiega la Cgil: «I lavoratori e le lavoratrici hanno manifestato grande preoccupazione per come il Comune sta portando avanti l'idea di modificare le aperture dei servizi e la progressiva riduzione dei servizi gestiti direttamente dall'Ente. Il Comune, infatti, vuole estendere l'apertura dei servizi, ridurre le tariffe e i costi gestionali contemporaneamente. Questo schema può riuscire soltanto creando dumping contrattuale attraverso la privatizzazione delle scuole. L'Amministrazione non dice alla cittadinanza che la Fondazione Cresci@mo è un ente di diritto privato e che pertanto l'operazione dichiarata è di una mera privatizzazione di ulteriori servizi. Il Comune di Modena così dichiara di voler innovare i servizi all'infanzia 0-6, ma non dice che lo vuol fare a spese dei lavoratori e della gestione pubblica». (d.b.)
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