Alla Nunziadeina di Nonantola: dove tavola si fa un giro nella storia
Dal 2013 a Nonantola, a due passi dall’abbazia il ristorante offre un’alta cucina di tradizione
NONANTOLA. Varcare la soglia della “Nunziadeina” a Santa Maria fuori le mura in via Vittorio Veneto a Nonantola, significa fare un giro nella storia. Il ristorante è infatti collocato in un luogo, a pochi metri dall’affascinante e magica Abbazia, decretato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, che risale alla fine del 1400 e che una volta era adibito a ostello. nel corso dei secoli il luogo ha assunto svariate funzioni e destinazioni fino a diventare oggi la sede del ristorante.
E, in occasione del suo arrivo qui, lo staff del locale ha sfoggiato il nome con cui era nota ai modenesi la signora Annunziata, ovvero la Nunziadeina, che nel 1925 diede vita a una vera e propria stirpe di ristoratori giunta oggi alla quarta generazione.
«Siamo arrivati qui a Nonantola a Natale del 2013. La nostra è una famiglia che si dedica alla ristorazione da più generazioni, ben quattro - conferma la chef della “Nunziadeina”, Rina Mattioli - La mia bisnonna Annunciata, infatti, aprì nel 1925 una trattoria a Cittanova di Modena e divenne presto nota con il soprannome di Nunziadeina. Un soprannone passato da lei al ristorante. Ora, qui, portiamo avanti una tradizione enogastronomica fatta di piatti geminiani: accanto a me, che mi occupo della cucina, ci sono mia figlia Elisa, e mio genero Luca, il quale si occupa di marketing e comunicazione per il locale, oltre ad avere una grande passione per le carni e la selezione dei vini» aggiunge chef Mattioli.
E questa generazione di ristoratori è riuscita a ricreare all’ombra dell’Abbazia quel calore e quell’atmosfera accogliente che caratterizzavano anche l’Annunciata. Il grande camino per cuocere la carne alla brace, l’ambiente costellato di colori caldi, dall’eleganza precisa e mai chiassosa sono le caratteristiche fondamentali del salone principale che si trova a sinistra dell’ingresso.
Scorrendo, poi, l’elenco dei piatti, si nota molta attenzione agli ingredienti principali della nostra tradizione, come il leggendario “oro nero”, l’aceto balsamico tradizionale di Modena, cui è dedicata una sezione apposita del menu con portate quali lo sformatino di zucca con pancetta croccante e balsamico tradizionale, oppure i tortelloni di zucca, sempre con l’aceto tradizionale, o, ancora, passando ai dolci, il gelato alla crema con il balsamico.
Tagliatelle al prosciutto.
Ingredienti e procedimento per quattro persone. Per preparare la pasta occorrono mezzo chilo di farina e quattro uova. La farina e le uova vanno lavorate in modo che la consistenza dell’impasto sia soda. Tirare con il mattarello, ricavare tante strisce. Qui alla “Nunziadeina” sono più sottili rispetto agli altri ristoranti. Una volta ottenute le strisce, lasciarle asciugare. E la pasta è pronta. Per il sugo: occorre scegliere un prosciutto di Parma non troppo stagionato, di 24 mesi, che abbia un sapore dolce e non sia eccessivamente magro. In una casseruola creare un fondo di cipolla e olio extravergine d’oliva. Aggiungere il prosciutto con un po’ di passata di pomodoro. Fare sobbollire pianissimo e pochissimo. Al termine, si può aggiungere una noce di burro per ammorbidire. Una volta cotte le tagliatelle, condire con il sugo e il piatto è pronto.
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