Concorde apre stabilimento in Tennessee
Il Gruppo ceramico di Fiorano ha annunciato a Coverings l’inaugurazione a giugno di Landmark
Un investimento di 90 milioni di dollari del gruppo Ceramiche Concorde negli Stati Uniti.
Durante la 27esima edizione di Coverings, il salone americano della ceramica in corso a Chicago, è stata ufficialmente presentata Landmark, la company americana, di proprietà del gruppo Concorde, che a giugno inaugurerà un nuovissimo stabilimento produttivo in Tennessee.
L’investimento a Mount Pleasant, nello Stato americano che da anni ospita diverse unità produttive di gruppi ceramici italiani, ha per Concorde anche un importante precedente: Italon.
«Nel 2003, sotto la giuda del compianto professor Mussini – ha spiegato Federico Curioni, presidente di Landmark – partì l’ avventura in Russia di Italon , che dopo un periodo di difficoltà ha dato, e continua a dare, grandi risultati. Per Landmark ci sono i presupposti per fare ancora bene, dato che molti dei protagonisti sono gli stessi a partire dal nostro presidente Luca Mussini».
La qualità italiana del prodotto “made in Usa” sarà garantita da tecnologie all’avanguardia, del tutto simili a quelle presenti negli stabilimenti del distretto ceramico e nella cittadina del Tennessee sono presenti già da tempo tecnici e manager italiani, con le loro famiglie, e altri ne arriveranno con l’avvio della produzione.
«Come «Gruppo crediamo molto in questo mercato – ha continuato Curioni – Produrre in loco una parte dei prodotti destinati al mercato nordamericano può dare forza a tutto il gruppo. Da un lato si avrà una miglior capacità di servire questo mercato, con prodotti dedicati e con una logistica più semplice, dall’altro ne trarranno vantaggio anche i prodotti made in Italy, che si gioveranno dell’ampliamento della rete commerciale».
Girando per la fiera americana, si rileva che una scelta analoga a quella del gruppo Concorde è stata fatta nel tempo anche da altri importanti gruppi ceramici che, producendo materiale direttamente in Usa, evitano dazi e pesanti costi di trasporto, poi, specie per i prodotti meno tecnologicamente complessi, possono fregiarsi del “made in Usa”, importante valore aggiunto, molto gradito ai consumatori a stelle e strisce. «La produzione in Usa - ha precisato Curioni - non è delocalizzazione ma internazionalizzazione. Gli investimenti in Italia per noi sono fondamentali e stanno continuando. Le società all’estero sono un bene per i Gruppi italiani, perché permettono una migliore penetrazione nei mercati e, come accaduto in Russia con Italon danno una mano anche all’export del prodotto made in Italy».
Nel nuovo stabilimento in Tennessee saranno realizzate, nella prima fase, piastrelle in gres porcellanato tradizionali e spessorate, cercando di andare incontro ai gusti del mercato americano, da sempre diversi da quelli europei.
«La scelta del Tennessee – ha detto Curioni - è stata presa dopo un’attenta analisi delle alternative e in parte ha inciso anche la presenza di un vasto distretto ceramico che sta facendo nascere attorno a sè un importante indotto».
Andrea Gilioli
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