Cosa dice la legge sulla ciclabile di via Giardini: «Le misure sono inderogabili»
Nessuna segnalazione nei tratti più pericolosi e di incrocio, le strettoie sono un problema secondo quanto disposto dal Ministero
MODENA. Ecco cosa dice, nero su bianco, il Ministero delle Infrastrutture e Lavori Pubblici rispetto alla larghezza delle piste ciclabili: «Tenuto conto degli ingombri dei ciclisti e dei velocipedi, nonchè dello spazio per l’equilibrio e di un opportuno franco laterale libero da ostacoli, la larghezza minima della corsia ciclabile, comprese le strisce di margine, è pari ad 1,50 metri; tale larghezza è riducibile ad 1,25 metri nel caso in cui si tratti di due corsie contigue, dello stesso od opposto senso di marcia, per una larghezza complessiva minima pari a 2,50 metri. Per le piste ciclabili in sede propria e per quelle su corsie riservate, la larghezza della corsia ciclabile può essere eccezionalmente ridotta fino ad un metro, sempre che questo valore venga protratto per una limitata lunghezza dell’itinerario ciclabile e tale circostanza sia opportunamente segnalata. Le larghezze di cui ai commi precedenti rappresentano i minimi inderogabili per le piste sulle quali è prevista la circolazione solo di velocipedi a due ruote».
È il Ministero a smentire il Comune, non la Fiab, che semplicemente fa notare cosa dice la legge. È uno dei tanti punti di debolezza di un progetto nato male e finito peggio.
Per ora di segnali nemmeno l’ombra, anche perché dovrebbero essere posti lungo tutto il percorso, dal momento che la larghezza non è praticamente mai rispettata. Ma d’altra parte non poteva che finire così, cercando di accontentare tutti, tutti sono stati danneggiati: pedoni, ciclisti e automobilisti. (d.b.)
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