Fiorano, estorce soldi al barista: condannato a due anni
«Dai, vecchio, dammi un po’ di soldi». Questa frase rituale adatta ad amici in confidenza è stata il tormentone per molti mesi che ha angosciato un barista di Fiorano. Lo dicevano due conoscenti che da clienti sono diventati estorsori, secondo la Procura. ieri uno è stato condannato in abbreviato a due anni e l'altro, latitante, rinviato a giudizio
FIORANO. «Dai, vecchio, dammi un po’ di soldi». Questa frase rituale adatta ad amici in confidenza è stata il tormentone per molti mesi che ha angosciato un barista di Fiorano. A farla due amici che erano diventati suoi frequentatori, anche se non graditi.
DA CLIENTI A ESTORSORI. Ma da clienti, sono presto diventati riscossori di una sorta di pizzo, anche se piccolo. In sette mesi di attività estorsiva, secondo le indagini della Procura, hanno raccolto 500 euro. Ieri uno dei due, un operaio 45enne del distretto ceramico difeso dall’avvocato Roberto Ricco è stato condannato per estorsione al termine di un processo abbreviato: due anni di carcere già comprensivi dello sconto di pena previsto dalla legge. Per l’altro, un coetaneo oggi irreperibile, è stato disposto il rinvio a giudizio per lo stesso reato.
Le pressioni sul barista fioranese sono durate dal dicembre 2010 all’estate 2011. I due si presentavano sempre più spesso nel locale e, secondo le indagini della Procura, sono numerosi i casi di attività estorsiva avvenuti nel locale.
È stato dopo un certo periodo di frequentazione da clienti che i due hanno dato una brutta piega alla loro frequentazione
LA TAZZINA ROTTA. I due non chiedevano mai a grugno duro il denaro, ma fingevano di farselo prestare in amicizia. Il barista però ha cercato di interrompere questa pensante abitudine. Un giorno, secondo le indagini, uno dei due ha preso una tazzina del caffè e, per rendersi convincente, l’ha gettata in terra mandandola in mille pezzi. Il segnale era chiaro.
Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero raccolto, tra una volta e l’altra, un pizzo di 500 euro circa. Ma al di là della somma modesta, è la gravità del loro atteggiamento che ha spinto la Procura a chiedere il loro rinvio a giudizio. L’avvocato Ricco ieri ha chiesto al giudice Eleonora De Marco un rito abbreviato. Al termine, per il suo assistito è arrivata la condanna.
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