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Furto alla Polstrada: condanna a due anni

Furto alla Polstrada: condanna a due anni

È stata condannata a due anni di carcere e non a sei mesi - come erroneamente pubblicato - la dipendente civile presso la polizia stradale di via Giardini imputata per peculato e simulazione di reato...

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È stata condannata a due anni di carcere e non a sei mesi - come erroneamente pubblicato - la dipendente civile presso la polizia stradale di via Giardini imputata per peculato e simulazione di reato in merito alla sparizione di circa 18mila euro dalla cassaforte della quale era responsabile, episodio ce risale al giugno del 2012 del quale le autorità non avevano dato notizia. La condanna è avvenuta a porte chiuse al termine di un processo con rito abbreviato. La dipendente civile, che non lavora più nella nostra provincia, non è una funzionaria della Polstrada bensì una impiegata contabile dell'amministrazione del Ministero dell'Interno che - come spiega il nuovo comandante di Modena Francesco Berna Nasca (del tutto estraneo a questa vicenda) - «ha prestato servizio presso gli uffici di Modena fino a quando non è stata coinvolta nella vicenda». Come scritto, le indagini sono state svolte dal comando della Stradale di Modena «con giusta delega - precisa il comandante - dell'autorità giudiziaria senza che debba ritenersi questo un “fatto davvero insolito” come riportato nell'articolo». Infine, il comandante sottolinea come «nessun dipendente della polizia stradale sia stato oggetto di investigazioni che hanno invece coinvolto la sola dipendente dell'amministrazione civile». Sulla vicenda interviene il procuratore capo Lucia Musti puntualizzando: «Premesso che trattasi di delicato processo per reati contro la pubblica amministrazione, nell'articolo è stata ridotta la pena inflitta da 2 anni a 6 mesi di reclusione, a far passare come anomalo che sul furto commesso dal dipendente civile dentro la sede della Polstrada indaghi la Polstrada e a tacere di altri due distinti episodi di peculato (quelli di maggiore entità economica) sui quali la difesa si è arrampicata sugli specchi, ottenendo giusta condanna per tutte e tre le vicende distrattive».

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