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L’alluvione non è finita Gli argini restano cantieri

di Serena Arbizzi
L’alluvione non è finita Gli argini restano cantieri

Ancora tanto lavoro da fare e soldi da spendere per evitare un nuovo disastro Decine di interventi da avviare e in estate la risposta per il terrapieno protettivo

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BOMPORTO. Una serata partecipatissima che non è servita, tuttavia, ad eliminare quell’amarezza e quel senso di smarrimento provato da cittadini che si sentono indifesi in caso di nuove, devastanti piene dei fiumi. In tanti hanno voluto però assistere all’incontro “Secchia e Panaro, le opere di sicurezza nei nostri territori”. L’argomento è stato sviscerato da Rita Nicolini, responsabile provinciale della Protezione civile, da diversi tecnici, alla presenza del presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli e dei sindaci Alberto Borghi, Francesca Silvestri, Roberto Solomita e Federica Nannetti.

La prima parte della serata è stata dedicata alla spiegazione delle opere concluse e in programma. Lo stato di attuazione degli interventi si articola in tre parti. La prima riguarda i lavori effettuati tra il 2014 e il 2015: gli interventi più urgenti di messa in sicurezza idraulica sono stati 61 pari a 15,8 milioni; 31 sono stati gli interventi non strutturali di manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre 6,5 milioni (sfalci, rimozione flottante, chiusura tane, rifacimento di pilastrini); 15, per oltre 4,3 milioni, sono stati gli interventi di miglioramento della sicurezza idraulica. I lavori in corso nel 2016 riguardano invece quattro varianti di perizie di servizio tecnico di bacino tra gli interventi più urgenti, mentre tra le opere non strutturali figura 1,3 milioni per sette lavori fra taglio vegetazione, rimozione flottante, chiusura tane e manutenzione della cassa di espansione del Secchia.

Oltre 15 milioni di euro sono invece stati spesi per 22 interventi, tra cui le frane di Panaro e Naviglio ricomprese nell’ordinanza 5, le frane del Secchia, la cassa del Panaro, il primo stralcio dei lavori ai Prati di San Clemente, e il diversivo Martiniana. L’importo più elevato in fase di progettazione riguarda, invece, per 70 milioni, l’adeguamento strutturale degli argini di Secchia e Panaro, tre interventi alla cassa del Secchia, il secondo stralcio dei Prati di San Clemente.

Entrando più nel dettaglio, si scopre che per l’anno in corso sono previsti: il completamento del quarto lotto del diversivo Martiniana, il completamento del taglio selettivo Panaro per 44 chilometri, 6 interventi puntuali sugli argini del Secchia, su Naviglio e Panaro.

Per il 2017 si prevede la realizzazione del primo e l’avvio del secondo stralcio di adeguamento degli argini del Secchia e l’avvio dell’adeguamento degli argini del Panaro. Le risorse convogliate per contrastare gli effetti dell’alluvione ammontano a 210 milioni di euro, cui si aggiungono gli 11 milioni derivati dallo stato d’emergenza, garantiti dal dipartimento nazionale di Protezione civile a seguito dell’alluvione.

E si è anche ritornati sulla proposta del cosiddetto “arginello”, supportata da 800 firme di bomportesi consegnate al presidente della Regione per proteggere il paese da nuove alluvioni: il sindaco Borghi il 27 avrà un incontro con Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, per ottenere entro l’estate i dati sull’incidenza dell’opera sugli altri paesi vicini.

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