Gazzetta di Modena

Modena

Modena, la caduta di viale Francesco Crispi

di Andrea Perini
Modena, la caduta di viale Francesco Crispi

Spaccio e prostituzione preoccupano i residenti e fanno crollare i valori degli immobili

3 MINUTI DI LETTURA





Due ore: è questo il tempo sufficiente a inquadrare il tipo di situazione che regna in viale Crispi, nei pressi della stazione. In due ore, se ci si mescola al via vai dei passeggeri, se non si dà troppo nell’occhio, insomma se si evita di “destare sospetti”, è possibile vedere lo scambio di droga sotto i portici, l’attesa delle prostitute ma anche l’insicurezza nei volti dei passanti mentre a testa bassa superano i piccoli mini market o i “negozietti tutto fare” nati in questi anni. E se per caso esci allo scoperto, assieme a un professionista che ha il suo studio proprio in quei palazzi, che lavora lì e ha a cuore la vita di quel quartiere, mentre cammini ti senti seguito, controllato. Il tutto in pieno giorno: dalle 14 alle 16 anche se i residenti raccontano che l’ambiente cambia drasticamente, in peggio, dopo le 18.30 e fino a notte inoltrata.

Quello che si è creato negli ultimi anni in viale Crispi è un ghetto in cui l’illegalità comanda e ha portato, oltre ai problemi di ordine pubblico - gli agenti della municipale sono stati minacciati perché rei “di controllare sempre la stessa zona” -, la svalutazione di immobili storici.

«Siamo pieni di drogati, ubriachi, prostitute e spacciatori», racconta una residente che per paura di ritorsioni ha chiesto di rimanere anonima. «La situazione è critica: di notte le prostitute litigano in strada, urlano. Non si sa poi come vanno a finire queste cose. E i drogati: avanti e indietro per acquistare la merce». Non potevano mancare i furti: «Mia cognata ha lasciato per cinque minuti la borsa in macchina: il tempo di scendere darmi una cosa e ripartire. In quel frangente la borsa è stata rubata».

Orlando invece lavora in una nota agenzia immobiliare, in uno dei palazzi alla fine di via Crispi. Nel suo stesso palazzo ci sono «appartamenti affittati a prostitute. Stanno lungo il porticato, agganciano il cliente e poi li portano in appartamento. Tutto il giorno su e giù per le scale. Mai come adesso mi sento non protetto e sono 40 anni che ho la mia agenzia in questo palazzo».

S. F. ha vissuto per tanti anni di fronte alla stazione e ha da sempre il proprio studio in viale Crispi. È con lui che in strada osserviamo i negozietti sotto i portici: «C’è una macelleria che non si capisce se abbia o meno le autorizzazioni. C’era una parrucchieri che ha esercitato per tre anni senza avere alcun tipo di autorizzazioni. Ora c’è un’agenzia viaggi che fornisce mille altri servizi come il money transfert, cosa che dovrebbe essere autorizzata ma che qui viene fatta così, senza alcun tipo di legge. Oltre allo spaccio, alla prostituzione, c’è anche il problema dei pochi controlli. Nessuno li viene a fare». Situazione che intacca anche il valore economico degli immobili: «Dal 2008 a oggi i miei appartamenti si sono svalutati del 13 per cento».

Questo perché, secondo Carlo Ventura, personaggio storico della cultura modenese residente in via Crispi, «la liberalizzazione delle licenze ha portato alla creazione di troppi negozietti tutti dello stesso stampo. In più sono i controlli che sono venuti a mancare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google