Rapimento Mussini: confermate le condanne
Sequestro Mussini: Giorgio Arietto Picchetto, 68 anni, e l'ex moglie Luana Ganzerli, 56 anni, sono stati condannati anche in secondo grado, anche se con una pena inferiore. Ieri pomeriggio, dopo tre...
Sequestro Mussini: Giorgio Arietto Picchetto, 68 anni, e l'ex moglie Luana Ganzerli, 56 anni, sono stati condannati anche in secondo grado, anche se con una pena inferiore. Ieri pomeriggio, dopo tre ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha letto la sentenza: 11 anni e 6 mesi di carcere per ciascuno dei coniugi, assistiti dall’avvocato Enrico Fontana. Una pena più bassa rispetto al primo grado che prevedeva 16 anni e 8 mesi di reclusione per ciascuno. I giudici hanno infatti aggiunto le attenuanti generiche perché i due sono incensurati. La procura generale aveva chiesto una conferma della pena identica al primo grado.
«Da parte di Vanessa Mussini e di suo padre Vanni, parti civili che assistiamo io e Tommaso Rotella, c’è grande soddisfazione - commenta l’avvocato Cosimo Zaccaria - anche se ancora una volta è stato doloroso dover rievocare la vicenda del sequestro. Siamo soddisfatti, per noi giustizia è fatta».
Commenta la difesa: «È una grossa delusione per i miei assistiti - spiega l’avvocato Fontana - ma l’attenuante generica riconosciuta può diventare il riconoscimento di un segno i debolezza dell’impianto accusatorio. La pena è stata ridotta di fatto di cinque anni. Ora attendiamo di legger la sentenza poi andremo in cassazione».
Sulla decisone ha sicuramente influito la ricostruzione fatta ancora una volta degli avvenimenti che ha portato il pm della Dda Francesco Caleca a ritenere che Arietto Picchetto e la moglie Luana Ganzerli siano stati i mandanti dei tre sequestratori già condannati. Anche ieri un elemento al centro della ricostruzione è stato un episodio. È la sera successiva al sequestro, avvenuto il 7 febbraio 2011, e Arietto Picchetto esce dalla questura, sale in auto e parla con la Ganzerli senza sapere che nel veicolo è già stata piazzata una “cimice”. È in quel momento che lui si sfoga sulla conduzione del sequestro e parla di trovare subito un avvocato per Arturo Micari, quello che sarà poi ritenuto il leader dei trio di rapitori. E proprio Micari era tenuto in palmo di mano sia da lei, che era stata l’amante, che da lui: per Micari la coppia ha pagato più di 70mila euro tra spese legali e mantenimento in carcere, e alla fine Micari è stato persino adottato. Ricostruzione, questa, da sempre avversata dalla difesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
