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Telecamere sui taxi di Modena «Così siamo protetti più che in passato»

Telecamere sui taxi di Modena «Così siamo protetti più che in passato»

Gli apparecchi sono installati su ogni veicolo della Cotamo Una sicurezza per l’autista ma anche per tutti i cittadini

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MODENA. «Viviamo in una città mediamente sicura e certamente il nostro lavoro è migliorato nel corso degli anni. Ora abbiamo le telecamere installate su ognuno dei 72 taxi del nostro consorzio che registrano tutto ciò che succede dentro l’abitacolo ma anche quello che accade fuori. Ci fanno sentire più protetti e servono da deterrente per chi ha strane intenzioni». Antonio Altiero, presidente del radiotaxi Cotamo, lavora sul campo da 25 anni. Conosce le strade di Modena come le sue tasche e sa inquadrare una persona semplicemente dalla destinazione che sceglie: dite dove volete andare e Antonio vi dirà chi siete.

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«Modena non è il paradiso terrestre ma nemmeno l’inferno - spiega Altiero -. Noi per tutelarci e garantire maggior sicurezza anche ai nostri clienti abbiamo deciso di dotare ogni veicolo di una telecamera collegata alla centrale operativa. Questo perché la situazione nel bolognese sta via via diventando più grave (tre le aggressioni a mano armata negli ultimi mesi, ndr) ed è meglio giocare d’anticipo. Sì perché le telecamere, oltre a registrare, fungono da deterrente per chi ha intenzione di commettere un illecito».

Non tutti chiamano il taxi per svolgere azioni legali. Ci sono anche persone che chiamano radiotaxi per motivi altri motivi: «Carichiamo persone che ci chiedono di portarli in zone che ormai tutti sanno che sono casa di spacciatori e prostitute. Posto il fatto che non ci possiamo rifiutare di portare una persona nel luogo che chiede, noi imponiamo al cliente il divieto di contrattare a bordo macchina e li facciamo scendere». Oggi, comunque, il fenomeno di prostitute e spacciatori sui taxi sta diminuendo: «Rispetto al passato sono cambiati gli spacciatori che preferiscono spostarsi in altri modi. Non sono scomparsi dalla città, anzi: presidiano i parchi e ci sono alcune zone dove sono presenti tutto il giorno ma la realtà è che di notte escono allo scoperto ma evitano di prendere il taxi. Per fortuna anche il fenomeno dei clienti di spacciatori e di prostitute sui taxi riguarda molto di più il passato che il presente». Fino a dieci anni fa invece delle telecamere a protezione dei tassisti c’era «un bottone segreto collegato con la centrale operativa. Questa chiamava il tassista che attraverso un linguaggio in codice dava l’allarme. Ora è molto diverso».

Oggi i problemi riguardano maggiormente l’ordine pubblico, l’educazione delle persone, i comportamenti che tengono durante le notti del venerdì e del sabato sera: «La clientela della notte è molto più difficile di quella del giorno. Ci sono molti ubriachi che - con criterio - scelgono di chiamare il taxi invece di prendere il proprio veicolo. I problemi arrivano quando vogliono salire in macchina in cinque, quando sono talmente ubriachi che portano bevande all’interno. Ricordo un gruppo di sudamericani che mi minacciarono proprio perché dissi loro che non avevo abbastanza posto per tutti».

E non è il solo Antonio a confermare queste situazioni. Anche il tassista Giuliano Gasparini racconta che «nelle ore notturne i diverbi sono molto più frequenti. Io sicuro al 100 per cento non mi ci sento anche se avere le telecamere e utilizzarle come deterrente abbassa di molto le probabilità di incappare in persone malintenzionate».

Per Andrea Serafini, tassista abituato ai turni notturni, le serata «sono diventate più tranquille. Il sabato sera si ha a che fare con molti giovani che quando sono in gruppo fanno gli sbruffoni, ti insultano. Ma io di minacce non ne ho mai ricevute». (an.pe.)

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