Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Tripsy: grazie a un clic il viaggio diventa un’esperienza di vita

di Angela Cammarota
Tripsy: grazie a un clic il viaggio diventa un’esperienza di vita

Idea tutta made in Modena per fare vacanze alternative nelle case, nei laboratori, nelle botteghe italiane

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Raccogliere le olive in Abruzzo e i pistacchi a Bronte. Esplorare il Salento in bici e la Sila a piedi. Sono alcune delle attività proposte da Tripsy, il portale made in Modena che recupera la dimensione slow del turismo mettendo in contatto i viaggiatori con i residenti del luogo prescelto per le vacanze o per i momenti di fuga dalla routine quotidiana. Non a caso le offerte pubblicate sul sito (www.tripsy.it) sono chiamate “esperienze” e a condurle troveremo solo persone che amano e conoscono bene il posto in cui vivono.

Il 20 gennaio 2014 il team di creativi che ha dato vita al portale ne annuncia la nascita su Twitter: “we wish you lots of amazing trips with us!”. “Trip” che in inglese vuol dire viaggio è la radice di Tripsy. Da allora la rete di “tripser”, come vengono definiti questi ciceroni a portata di click, si è allargata e ora i tre fondatori guardano al futuro per arrivare a coprire tutto il territorio nazionale.

«Tutto è nato da una chiacchierata con amici», spiega Vincenzo Sciumbata, cofondatore di Tripsy, calabrese di nascita, a Modena dagli anni dell'Università. L'ispirazione arriva direttamente dall'esperienza personale e da quella sensazione di leggera insoddisfazione che spesso nei viaggi mordi e fuggi arriva a spodestare l'entusiasmo iniziale. «Tripsy - aggiunge Sciumbata - è una piattaforma nata per supportare e valorizzare il territorio». E quale modo migliore se non dare voce a chi in quel territorio ci vive?

Al momento sono circa 40 i “tripser” pronti a mostrare spaccati di vita quotidiana e guidare l'interessato lungo itinerari inediti. Ce n'è per tutti i gusti: escursioni in città, mare e campagna, cene all'insegna della tradizione. E naturalmente c'è la consapevolezza che le singole attività non sono sempre disponibili. Perché per partecipare al grande rito della salsa fatta in casa, per esempio, bisogna aspettare il mese di agosto, quando al Sud si raccolgono i pomodori maturi e si conservano, sotto vetro, per l'inverno. Così come per costruire giocattoli di legno fra le colline bolognesi c'è da attendere il weekend, quando Marco, che di mestiere fa il falegname, decide di aprire al pubblico il suo laboratorio immerso nel verde per passare un po' del suo sapere pratico al visitatore. Diventare ambasciatore del proprio luogo è piuttosto semplice, purché si abbia un'idea originale e coinvolgente. Poi occorre registrarsi sul sito e presentare il proprio progetto al team che, assicura Sciumbata, «valuta tutti i tripser e i loro progetti». Per partecipare alle attività proposte, invece, basta aderire seguendo le procedure di registrazione e poi non resta che contattare il proprio cicerone. Il pagamento avviene on-line.

Per avere un'idea di ciò che si può fare andiamo a Carpi, dove la consulente enogastronomica Chiara Papotti è un vulcano di proposte di successo. L'anno scorso i suoi show cooking a casa della signora Eola hanno registrato il tutto esaurito in breve tempo. «Eola è una sarta ultra settantenne con la passione della cucina - spiega Chiara - le sue ricette, scritte a mano sul ricettario di famiglia, sono frutto dell'esperienza».

Contrariamente a quanto si possa pensare, a partecipare «non sono stati solo anziani e bambini - specifica Chiara - ma giovani coppie alle prese con la convivenza, lì apposta per imparare a fare le cose in casa per risparmiare». Costo della serata 50 euro a persona per coprire le spese, lasciare una piccola percentuale al sito e ricompensare Chiara e la signora Eola. Poi, una volta finito di cucinare, tutti a cena attorno allo stesso tavolo. Nel menu maccheroni al pettine, tortellini, lasagne, riso appena preparati. «Persone che non si erano mai viste prima si raccontavano e condividevano momenti di serenità», ricorda Chiara con emozione. «Ancora oggi a distanza di un anno c'è chi mi manda le foto dei piatti realizzati grazie a quel corso di cucina, visto il successo spero di riproporre l'esperienza a breve». E non solo, tante ancora le idee per la prossima stagione. «Immagino pic-nic nei vigneti che danno vita al Lambrusco e tour tra le piccole botteghe artigiane del nostro territorio». Insomma non resta che tenere d'occhio il sito per non perdersi nuove esperienze.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google