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«Ho realizzato il sogno di quando ero piccolo: il dottore degli animali»

«Ho realizzato il sogno di quando ero piccolo: il dottore degli animali»

La storia di Alberto Martinelli che è veterinario a Strasburgo e ha una grande passione per i rettili e i gechi in particolare

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MODENA. «La scelta di fare il veterinario viene da lontano. Ho sempre avuto la passione per qualsiasi animale, ero il bimbo che in campagna passava il suo tempo nei fossi a cercare raganelle e a cercare di portare a casa uno dei cuccioli che le gatte della stalla di mio nonno partorivano ogni anno». Alberto Martinelli, veterinario laureato presso l'Università di Parma, ha abbandonato Modena per cercare lavoro in Francia dove fa il veterinario a Rittershoffen, presso una società che gestisce 5 cliniche a nord di Strasburgo, in Alsazia. «Mio padre mi ha trasmesso la passione per la medicina, ed eccomi qua. Il mio primo cane è arrivato ai tempi dell'università, quando ebbi l'occasione di adottare Willie, il mio whippet. Grazie all'aiuto di Camille, coinquilina francese ai tempi degli studi, sono riuscito a crescere un cane equilibrato e ubbidiente, capace di seguirmi ed accompagnarmi in ogni spostamento».

La passione di Alberto per gli animali, durante gli anni dell'università si allarga anche ai rettili, soprattutto gechi e serpenti. «Ho avuto la fortuna di incontrare due amici appassionati come Emanuele e Luca, che hanno contribuito fortemente a far crescere le mie conoscenze, grazie anche alla partecipazione ad incontri tra appassionati, come l'Italian Gekko Meeting. Abbiamo viaggiato insieme per l'Europa, per visitare alcune delle fiere più importanti nel campo della terraristica, con spostamenti anche di decine di ore in pullman solo per vedere animali rari e difficili da ammirare in Italia. Emanuele poi ci ha coinvolto nella fondazione di un'associazione, l'Italian Gekko Association, con scopo divulgativo e conservazionistico. Una volta laureato - racconta Alberto - ho deciso di trasferirmi in Francia con Marta, la mia ragazza, anche lei veterinaria, dove c'è grande richiesta di veterinari, essendoci solamente quattro università. Questo fa sì che cliniche e ospedali abbiano necessità di investire sui neolaureati per formarli e renderli autonomi il prima possibile. Ci siamo dovuti spostare parecchio prima di essere assunti qui in Alsazia e dopo aver trovato una bella casa con giardino, siamo tornati in Italia per riprendere i nostri tre cani, Willie, Buk e Kira e la nostra gatta, Yaya. L'ultimo arrivato in famiglia è un simpatico felino di sei mesi, Pistacchio, un gatto destinato al gattile che è arrivato in clinica con una zampa fratturata. Io e Marta ci siamo affezionati molto a lui durante la degenza post operatoria e abbiamo deciso di adottarlo. Oggi Pistacchio è un gatto scatenato che passa il suo tempo a giocare con la coda dei nostri cani e a fare agguati a Yaya, felicemente integrato nella nostra famiglia pelosa (e squamosa) finalmente riunita sotto lo stesso tetto».

Laura Solieri

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