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Irpef, aumento da record: in cinque anni più 131%

di Gabriele Bassanetti
Irpef, aumento da record: in cinque anni più 131%

I dati del Sole 24 Ore evidenziano un primato poco invidiabile per Sassuolo A pesare il crac di Sgp. I socialisti: «Eppure non abbiamo nemmeno il teatro»

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Sassuolo città record per l’aggravio dell’Irpef pagata dai cittadini. Sono usciti nei giorni scorsi i dati del Sole 24 Ore che ha raffrontato l’Irpef pagata nei vari Comuni d’Italia nel 2011 con quella del 2015. L’aumento è generalizzato ovviamente, ma i numeri di Sassuolo sono al top. La media nazionale nel 2015 è di un gettito Irpef di 169 euro a contribuente, mentre il gettito pro-capite è di 70,7. Sassuolo ha una media per contribuente di 256 euro e una media per abitante di 107. L’aumento dell’Irpef dal 2011 al 2015 è pari al 131 per cento. Tanto per fare un confronto ravvicinato, a Modena si pagano 155,4 euro per contribuente e 92,6 pro-capite, nonostante pure il capoluogo abbia avuto i suoi problemi finanziari. Il raffronto del Sole era fra città di una certa dimensione, ma a porre in confronto anche Sassuolo ci hanno pensato i Socialisti italiani con il segretario Mario Cardone, il quale fa notare che a fronte di queste cifre veramente al di fuori della media «non abbiamo comunque un cinema, un teatro, abbiamo strade dissestate, servizi alla persona onerosi, debiti di Sgp a carico dei sassolesi per i prossimi trent’anni». Una situazione fiscale che proprio dalla patrimoniale deriva probabilmente la sua esplosione. La cura da cavallo ha funzionato, Sgp alla fine dello scorso anno ha avuto l’omologa del suo piano di concordato che consentirà di restituire i debiti secondo step programmati, abbassando così progressivamente anche l’esposizione del Comune. Ma anche se le tasse sono ai massimi e la situazione sembra in fase di assestamento, non si può ancora parlare di un Comune con le casse floride. Questo lo sta spiegando molto chiaramente il sindaco negli incontri che tiene nei quartieri per illustrare le scelte di bilancio del 2016. «Tutti i nostri progetti principali – dice – sono legati al reperimento di fondi. Abbiamo due priorità della legislatura che sono la sistemazione di piazza Martiri partigiani, con i soldi che abbiamo richiesto alla Regione su fondi europei dedicati al miglioramento delle strutture di rilievo turistico; l'altro è Casa Serena che vorremmo spostare in zona ospedale, sempre che si riesca a imbastire un project financing e una vendita del terreno su cui sorge la vecchia struttura. Tutti i grandi progetti per ora sono legati a soldi che bisogna reperire. Senza l’intervento di Franco Stefani non avremmo aggiustato l’intera via Cavallotti e senza i soldi della Fondazione Cassa di risparmio non avremmo rifatto il campo sintetico di San Michele. Quello che c’è in cassa – ha spiegato ancora Pistoni – serve per il contratto di servizio con Sgp, che garantirà le manutenzioni ordinarie provando a riportare ordine e decoro in città. E anche per le manutenzioni straordinarie, abbiamo calcolato di avere a disposizione, senza imprevisti, circa un milione di euro l’anno, cifra che ci impone di selezionare le priorità».

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