La pista che non rispetta le regole
Sotto i due metri non si può andare, ma alcuni tratti sono più stretti
Due sono le cose che balzano agli occhi da un primo giro sulla pista ciclabile di via Giardini: l’ampiezza della corsia, in alcuni casi molto ridotta bel al di sotto del limite di legge, e l’altezza delle filette che delimitano i tratti ciclabili, dei veri e propri ostacoli molto pericolosi.
Per quanto riguarda l’ampiezza della carreggiata ciclabile non ci vuole niente di più di uno strumento di misura, basta un semplicissimo metro. e si noterà che in diversi punti della ciclabile la corsia non arriva nemmeno ai due metri, l’ampiezza minima della ciclabile già in deroga secondo la legge: un metro per senso di marcia - la ciclabile di via Giardini ricordiamo che è prevista a doppio senso di marcia - è il minimo che viene previsto ma solo per brevissimi tratti e questi devono essere ben segnalati. In via Giardini questo non succede.
Poi la questione dei cordoli, delle filette, chiamateli come volete. Un delirio per chi è abituato alle due ruote. Basta un attimo per finire a terra, basta che il pedale urti quel granito alto quindici centimetri che si vola a terra che è un piacere. Se la ciclabile fosse larga, questo problema sarebbe decisamente minore... ma dal momento che i manubri quasi si toccano...
Le filette sono un problema per diversi motivi: creano una delimitazione piuttosto netta, possono essere causa di incidenti, se urtati anche con una caduta rischiano di diventare molto pericolosi, per non parlare di quello che potrà succedere nei mesi invernali, col maltempo, la ciclabile sporca, ghiacciata, magari neve.
Il clou di tutto questo lo si raggiunge in via Giardini all’angolo con via Buonarroti: filette ovunque per rendere la vita difficile alle macchine e invece si finisce per peggiorare il transito a chiunque, pedoni compresi.
Sono poi gli stessi attraversamenti ad essere particolarmente pericolosi perchè nemmeno lì, dove ci sono strisce e semafori, è rispettata l’ampiezza minima per la carreggiata nel doppio senso di marcia e la convivenza tra più biciclette e pedoni risulta decisamente complicata.
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