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Se i cacciatori aiutano l’ambiente

Se i cacciatori aiutano l’ambiente

Coadiutori della Polizia provinciale nel territorio di Mo2 hanno effettuato 30mila abbattimenti

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MARANELLO. Nel corso del 2015 l'attività dei cacciatori coadiutori alla Polizia provinciale, nel servizio di contenimento dei danni all'agricoltura da parte di specie selvatiche opportuniste, si riassume in circa 8.000 interventi nei 24 Comuni dell'Ambito Territoriale di Caccia MO2 (che va da Nonantola a Polinago e ha sede a Gorzano), per un totale di circa 30.000 abbattimenti. In particolare, nel 2015, sono stati abbattuti: 11.400 tra piccioni e tortore, 10.500 storni, 5.000 gazze, 750 ghiandaie, 800 cornacchie, 1.100 nutrie e 400 volpi. Gli abbattimenti di cinghiali (se non in minima parte), caprioli e cervi non rientrano in questa attività, ma nel piano faunistico provinciale. I comuni nei quali sono stati necessari più abbattimenti sono: Castelfranco con 5.402, Modena-Bastiglia con 4.469, Formigine e Spilamberto con circa 2.500 ciascuno, poi Campogalliano e Vignola con circa 2.000 interventi ciascuno. Seguono con circa 1.500 - 1.100 abbattimenti: Soliera, San Cesario, Castelvetro, Nonantola e Serramazzoni. Quindi tutti gli altri. Il presidente dell'Atc MO2, Francesco Lamandini, commenta: «Questi dati sono la testimonianza da una parte dell'impegno dei nostri cacciatori coadiutori volontari nel collaborare con il mondo agricolo e, dall'altra, della crescente presenza di fauna opportunista nei nostri territori. L’impegno potrebbe essere reso meno gravoso se ci fosse la piena collaborazione anche da parte dei Comuni, delle forze dell'ordine e dei semplici cittadini, che invece spesso ignorano questo servizio fondamentale che viene svolto a tutela delle attività agricole ed ambientali. È importante - continua Lamandini - ricordare che il progressivo abbandono delle nostre campagne, a partire dagli anni ’50, soprattutto in montagna, ha portato ad una importante crescita demografica dell'intera fauna selvatica (corvidi, volpi, cinghiali, nutrie, caprioli, cervi, lupi..). E questa crescita, accanto al dato positivo della biodiversità, ha provocato diversi problemi al mondo agricolo e a cascata a tutti». (m.p.)

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