Tele rubate: antiquario rischia un processo per estorsione
A sette anni dai fatti, arriva a un punto decisivo un caso su opere d’arte seicentesche trafugate a Modena e in parte ritrovate a Reggio. Ieri il giudice Eleonora De Marco ha tenuto udienza...
A sette anni dai fatti, arriva a un punto decisivo un caso su opere d’arte seicentesche trafugate a Modena e in parte ritrovate a Reggio. Ieri il giudice Eleonora De Marco ha tenuto udienza preliminare chiudendo subito il fascicolo di uno degli indagati per ricettazione perché deceduto e accogliendo la richiesta di giudizio abbreviato fatta dall’antiquario Giancarlo Beltrami di Reggio (difeso dall’avvocato Alessandro Conti) per il ritrovamento nel suo laboratorio di alcune delle opere rubate. Davanti al giudice c’era anche un altro antiquario reggiano, il 72enne Giorgio Campisi, ora accusato di estorsione per aver preso un “premio” per aver favorito la restituzione di due delle opere rubate al proprietario, G.A. di Campogalliano.
Il giudice ha rinviato l’udienza al 20 ottobre. Quel giorno deciderà se rinviare a giudizio Campisi oppure se archiviare la sua posizione e processerà Beltrami per ricettazione.
Il furto era avvenuto nella casa di Campogalliano. I ladri portarono via numerose opere a olio del Seicento: ritratti maschili in armatura, nature morte, figure mitologiche e anche due polittici, più un bassorilievo sacro in legno. Tempo dopo il proprietario entrò in contatto con Campisi, conosciuto antiquario reggiano sulla piazza da decenni. Questi fece in modo di favorirlo nel recupero di due dei quadri rubati; in cambio ottenne 5mila euro. Una ricompensa oppure una sorta di “pizzo”? Secondo la Procura si tratta di un caso di estorsione; secondo il suo difensore, l’avvocato Andrea Pellegrino, solo di una ricompensa. Quanto a Beltrami, nel suo laboratorio vennero trovate alcune opere rubate a G.A. L’accusa è di ricettazione, la stessa per la quale ora è indagato per i furti in dodici chiese di Modena avvenuti nel 2014.
Carlo Gregori
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