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Tenta ricatto sessuale alla cugina

Tenta ricatto sessuale alla cugina

A processo un 32enne che aveva scoperto che la parente 18enne era incinta

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Per un errore nella consegna di un certificato medico, aveva scoperto che la giovane cugina era incinta. Considerando che nella loro famiglia, molto tradizionale, si trattava di uno scandalo, le avrebbe chiesto qualche “favore” per mettere a tacere la cosa e restituirle il compromettente referto. Per questo, imputato per tentata estorsione, ieri mattina l’operaio di origini indiane, residente a Carpi con moglie e figli, è stato processato davanti al giudice Barbara Malvasi, che ha aggiornato l’udienza all’aprile 2017.

La versione dell’accusato, difeso dall’avvocato Catia Lombardo, è questa. Una mattina si è recato al Cup di Carpi per ritirare un referto medico della moglie. Ma è uscito dall’ufficio dell’Ausl con un referto della cugina, che ha un nome simile. Una diciottenne che allora frequentava l’ultimo anno delle superiori a Carpi. In modo frettoloso, ha aperto la busta e letto il referto restando di stucco: la paziente era in stato di gravidanza. Rileggendo il nome ha capito l’equivoco. Così è andato dalla cugina e le ha detto che era in possesso di quel documento che l’avrebbe compromessa. A questo punto, secondo la difesa, l’avrebbe ridarguita per lo scandalo che avrebbe provocato la notizia: non più illibata, ma incinta così giovane e senza marito... L’accusa invece sostiene, sulla scorta delle dichiarazioni della ragazza stessa e dei Servizi sociali di Carpi, che si tratta di un ricatto sessuale bello e buono: per ridarle il documento le avrebbe chiesto “favori”, ma lei non ci ha pensato neppure un attimo ad andare al commissariato e raccontare tutto.

Carlo Gregori

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